Fondo latte, da Ismea un aiuto per coprire gli interessi sui mutui

C’è ancora tempo fino al 30 giugno per presentare la domanda per accedere agli aiuti previsti da un bando del Fondo latte, esteso anche ai suinicoltori


latte

C’è tempo sino al 30 giugno per accedere alla misura destinata alla copertura degli interessi sui mutui bancari sostenuti nel 2015 e nel 2016. Lo comunica Ismea, che gestisce questo aiuto previsto dal “Fondo latte”, dedicato dapprima alle sole stalle di bovini da latte e poi allargato (con un decreto dell’aprile scorso) ai produttori di suini.

Come accade sempre più spesso, la domanda per ottenere l’aiuto può essere presentata solo online; comunque l’allevatore può delegare qualcuno all’operazione.

Innanzitutto è necessario eseguire l’accreditamento presso Ismea, e cioè – come spiega lo stesso Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare – occorre registrarsi presso il portale http://strumenti.ismea.it, inserendo i propri dati anagrafici. L’allevatore deve tenere conto che l’accreditamento avviene solo tramite posta elettronica certificata (Pec). Ovviamente, chi avesse già effettuato un accreditamento per altri strumenti di aiuto (primo insediamento giovani in agricoltura), ha già le credenziali per poter accedere alle domande per il “Fondo latte”.

Una volta completato l’accreditamento, l’allevatore di bovini da latte o di suini può accedere – sempre nell’ambito del portale “strumenti” di Ismea – all’area dedicata alle domande online. La presentazione della domanda avviene attraverso la compilazione del modulo “dichiarazione modalità di comunicazione” che dovrà risultare allegato alla domanda al momento della successiva convalida. Il completamento della “dichiarazione” fornisce all’allevatore richiedente un codice provvisorio associato alla domanda in preparazione. Questo codice serve per accedere alla propria domanda in corso di compilazione e apportarvi le integrazioni e le modifiche del caso. Tutto ciò è possibile sino alla convalida definitiva della domanda, dopo la quale si potrà solo visualizzare quanto compilato.

Abbiamo accennato al fatto che l’aiuto ai produttori di latte e di suini riguarda la copertura di alcuni oneri finanziari bancari pagati dagli allevatori; per questo, nel corso della compilazione online della domanda, viene richiesto a quale debito ci si riferisce. E in particolare i casi sono i seguenti: investimenti finanziati mediante prestiti bancari a medio e lungo termine (a valere sul Fondo credito); consolidamento di passività a breve della stessa banca o gruppo bancario; consolidamento di passività a breve di banche o gruppi bancari diversi rispetto alla banca finanziatrice; pagamento dei debiti commerciali a breve. Negli ultimi tre casi, per rispettare le regole imposte dal regime degli aiuti comunitari de minimis, la misura prevede la copertura degli oneri per interessi, oltre a eventuali commissioni di garanzia, fino a un valore massimo di 15mila euro per ciascuna impresa e in un triennio.

Una comunicazione Ismea precisa poi ulteriormente quali oneri finanziari possono essere oggetto di consolidamento, e cioè: le rate dei finanziamenti a medio/lungo termine in maturazione nei 18 mesi successivi alla data di presentazione della domanda da parte delle imprese (rate in maturazione); le rate scadute e non pagate da non oltre 90 giorni alla stessa data (rate scadute).

Terminata la compilazione e caricati gli allegati della domanda (che devono essere presentati in formato Pdf) bisogna procedere alla sua convalida seguendo i passaggi indicati man mano nel portale Ismea. Una volta effettuata la convalidazione il sistema attribuisce a quella domanda un “codice progetto”. Come dicevamo, dal momento dell’attribuzione del codice progetto, la pratica risulta in sola visione e non è più possibile apportare alcuna modifica.

 

Cos’è il Fondo Latte

Il cosiddetto “Fondo latte” prende concreto avvio a partire da maggio 2016, da quando cioè le imprese del settore lattiero caseario possono accedere alle agevolazioni introdotte dal decreto Mipaaf del 18 aprile 2016. Si tratta di una serie di misure indirizzate a tutti i produttori di latte bovino che risultino in regola con i pagamenti dei prelievi sulle eccedenze di produzione lattiera. Successivamente, con decreto del 24 aprile 2017, è stata consentita l’accesso a una ulteriore misura destinata alla copertura dei costi sostenuti per interessi maturati su mutui bancari negli anni 2015 e 2016 anche alle imprese operanti nel settore suinicolo.

Per quanto riguarda le imprese produttrici di latte bovino, per accedere alle misure è necessario essere in regola con i pagamenti relativi alle multe pregresse sulle quote latte.

Il contributo può intervenire su finanziamenti bancari rivolti a una o più delle seguenti finalità: investimenti finanziati mediante prestiti a medio e lungo termine a valere sul Fondo credito; consolidamento di passività a breve della stessa banca; consolidamento di passività a breve di banche diverse rispetto alla banca finanziatrice; pagamento dei debiti commerciali a breve.

La concessione del contributo può inoltre essere finalizzata alla copertura di interessi passivi e in tal caso l’allevatore deve procurarsi un’attestazione rilasciata dalla banca erogatrice del mutuo, riportante gli estremi del finanziamento e il dettaglio degli importi per interessi corrisposti negli anni 2015 e 2016.


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