Invio comunicazione dimissioni, dal 12 marzo solo on line

Modalità, regole e sanzioni per chi non rispetta le regole


dimissioni

Dal 12 marzo prossimo le dimissioni e le risoluzioni consensuali potranno essere effettuate soltanto on line da parte dei lavoratori, tranne che le dimissioni o la risoluzione consensuale avvengano:

–   in un rapporto di lavoro domestico;

–   presso le commissioni di certificazioni, previste dall’art. 76 del Dlgs. 276/2003;

–   in fase di conciliazione, così come previsto dall’art. 2113, 4° comma, del codice civile.

Questa data è stabilita a seguito della pubblicazione in Gazzetta ufficiale n.7 del 11/1/2016 del Dm. del Lavoro del 15 dicembre 2015.

Il mancato rispetto dell’invio telematico renderà inefficaci sia le dimissioni che la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, che potranno essere revocate, sempre on line, da parte del lavoratore entro sette giorni dalla data di trasmissione del modulo.

Il datore di lavoro che altera i moduli sarà sottoposto a una sanzione amministrativa compresa tra € 5.000 e € 30.000 che verrà corrisposta dalla Direzione territoriale del lavoro competente.

 

Invio del modulo

Occorre distinguere il caso in cui il lavoratore decida di procedere personalmente all’invio del modulo oppure di avvalersi di un soggetto abilitato, così come previsto dall’articolo 26 co. 4 del Dlgs. 151/2015.

Se il lavoratore decidesse di provvedere da solo all’invio del modulo il primo passo dovrà essere quello di entrare in possesso del PIN rilasciato dall’Inps che permetterà di verificare la sua identità. Tale procedura è propedeutica alla creazione di un’utenza per l’accesso a Cliclavoro, tranne che l’interessato non ne sia già in possesso, che gli permetta di accedere alla funzionalità presente sul portale del ministero del Lavoro con cui sarà possibile inviare il modulo.

Questi due passaggi non dovranno essere effettuati dal lavoratore, qualora decidesse di procedere all’invio del modulo di dimissioni o risoluzione consensuale servendosi di un soggetto abilitato, che dovrà garantire l’identità del lavoratore firmando digitalmente il file pdf del modulo.

 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 04/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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