Interventi sulla fragola in coltura protetta

Questa coltura per la sua precocità è un’apripista nel mercato del fresco.


coltura

I lavori sulle fragole iniziano fin dai primi di gennaio con le coperture dei tunnel per le produzioni forzate o protette. Ma prima di poter assaggiare i frutti, dovranno essere svolti tanti interventi agronomici e fitosanitari.

Aspetti agronomici

Le principali malattie (botrite, batteriosi, fitoftora, antracosi), sono favorite dall’umidità, e l’oidio dalle alte temperature.

Per contrastare gli eccessi, e limitare le ore di bagnatura dei frutti in particolare, è necessario governare le fiancate delle coperture fin dalle prime ore del mattino. Valori superiori ai 25-28 °C, asciugando lo stigma, possono interferire negativamente sulla fecondazione dei fiori.

Appena gli impianti sono asciutti sono consigliate pulizie che prevedano l’asportazione e l’allontanamento della vegetazione senescente, danneggiata dalle gelate o bacche affette da fitopatie come antracnosi, batteriosi ecc. L’intervento che contribuisce anche ad allontanare acari, afidi, ecc., non deve essere drastico con l’eliminazione quasi totale delle foglie in quanto quelle ancora verdi conservano utili capacità elaboranti. Tecnicamente tale operazione dovrebbe essere svolta seguendo l’evoluzione fisiologica delle foglie. Tuttavia, con eccessivi fittumi deve esservi maggiore incisività, per evitare, coi ristagni d’umidità, infezioni al colletto, ecc. Altra pratica specialistica consiste nell’eliminazione delle gemme prodotte in eccesso. Queste, emettendo un’elevatissima quantità di fiori con scarsità di polline, determinano frutti deformati, di scarsa pezzatura e pessima qualità. In fioritura il controllo delle alte temperature e la dotazione idrica sono basilari per favorire la fecondazione e il perfetto sviluppo delle bacche. Qualora gli ambienti risultassero eccessivamente asciutti è consigliabile apportare ponderate quantità d’acqua lungo le bine per riequilibrare i valori igrometrici e conservare il miglior status per stigma e polline. Con clorosi, alla prima irrigazione possono essere somministrati ferrochelati e, o magnesio solfato o nitrato, oltre al boro. Quest’ultimo favorisce la fecondazione dei frutti e regola l’assorbimento dei microelementi e il trasporto degli zuccheri. Utili, per la compattezza delle bacche, possono risultare applicazioni di preparati a base di calcio. La distribuzione di azoto in particolare, deve essere valutata in funzione dell’aspetto vegetativo, ricordando che i fittumi interferiscono sulla ventilazione e determinano scarsa fecondazione e favoriscono patologie crittogamiche e batteriche.

Aspetti fitosanitari

Inizialmente le patologie d’interesse sono botrite e fitoftora del colletto. La prevenzione è legata, come suindicato, al mantenere asciutto l’ambiente serricolo, inoltre per la seconda sono possibili interventi localizzati di rameici o metalaxil. Il primo, ad azione preventiva, svolge attività anche nei riguardi di Xhanthomonas fragariae, il secondo curativo, dotato di 40 giorni di carenza, può essere applicato, magari localizzato, al piede prima della ripresa vegetativa.La prevenzione da X. Fragariae, oltre al salutare arieggiamento degli ambienti, si può attuare con irrorazioni di rame in formulazione micronizzata (attivo anche su vaiolatura) da effettuarsi prima che la nuova vegetazione adagiandosi alla pacciamatura, renda difficile, se non impossibile raggiungere la pagina inferiore delle foglie.

Relativamente all’oidio la difesa è demandata ad applicazioni settimanali di zolfo micronizzato, bicarbonatodi potassio o, nei casi gravi con l’impiego di bupirimate, penconazolo, miclobutanil, azoxystrobin, pyraclostrobin + boscalid (attivo su botrite ed antracosi), quinoxifen, azoxistrobin + difenoconazolo (attivi si fitoftora e maculatura zonata).

La botrite in coltura protetta generalmente è contenibile con maggior facilità rispetto al pieno campo. Ma l’esperienza d’annate con andamento stagionale avverso per lunghi periodi consiglia attenzioni agronomiche come:

– evitare l’eccesivo infoltimento della vegetazione,

– apertura delle fiancate delle “serre” fin dalle prime ore del mattino per limitare le ore di bagnatura,

– allontanare i frutti infetti,

– irrigazioni ponderate solo sottopacciamatura.

Ed ovviamente una lotta chimica o con preparati biologici basata su interventi molto accurati, in funzione dell’andamento stagionale avverso fin dalla fioritura e sviluppo dei frutticini con Bacillus subtilis, Bacillus amyloliquefaciens (dotati fra l’altro d’azione collaterale su infezioni batteriche), o prodotti chimici quali pyrimetanil, fludioxonil + cyprodinil, fenexamid, pyraclostrobin + boscalid. Nelle irrorazioni la maggior accuratezza deve essere indirizzata sui bordi soggette al gocciolamento della condensa o schizzi di pioggia che possono favorire l’insorgere delle note patologie e antracnosi.

Insetti e acari

Il confinamento può permettere la lotta biologica ad afidi (Macrosiphum euphorbiae, Chaetosiphon fragaefolii, Aphis gossypi) con l’introduzione di larve di crisopa predatore di afidi, o il parassitoide Aphidius colemani, oppure applicando piretro naturale. Interventi chimici possono essere attuati con distribuzioni in manichetta d’irrigazione di imidacloprid in un’unica e precisa applicazione con periodo di carenza di 30 giorni, o irrorazioni di clorpirifos metil, oppure fluvalinate lambdacialotrina, deltametrina, ecc., che svolgono un’azione abbattente su eventuali adulti di drosofila. Gli interventi non debbono interferire su api e bombi. Anche nei riguadi del ragnetto rosso (Tetranychus urticale) la difesa può essere intrapresa con lanci di predatori Phytoseiulus persimilis, Amblyseius californicus, A. andersoni, o con irrorazioni di Beauveria bassiana. Per la difesa chimica i preparati, da applicarsi con scrupolo, sono riportati in tabella.

Per le nottue (Phogophora meticolosa, Xestria c-nigrum, Agrochola lycnidis, Spodoptera esigua, Heliotis armigera, Noctua pronubana, ecc la difesa può essere attuata precocemente con Bacillus thuringiensis, spinosad o emamectina. Su Spodoptera littoralis, può essere applicato il bioinsetticida a base di Spodoptera littoralis nucleopoliedrovirus (SpliNPV). La lotta ai tripidi (Trips tabaci, Frankliniella occidentalis) può essere intrapresa con l’introduzione di Orius laevigatus, noto predatore, Ambliseius swirkii, Ambliseius cucumeris o Beauveria bassiana (attiva anche su aleurodidi) o spinosad. Le infestazioni di oziorrinco in coltura forzata si manifestano precocemente; pertanto, limitatamente alle parti ritenute infestate, possono essere distribuite al colletto sospensioni con larve di nematodi entomopatogeni.

Per gli aleurodidi oltre alla citata B.bassiana, può essere impiegato, anche in miscela, il polisaccaride naturale agricole che intrappola fisicamente e soffoca l’insetto. Nei riguardi di limacce e lumache (Helix spp., Cantareus apertus, Helicella variabilis, Limax spp., Agriolimax spp. ecc.) gli interventi debbono essere precoci soprattutto ai bordi delle coltivazioni.


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