Insetti alieni, frontiere colabrodo

Allarme in Emilia-Romagna e Piemonte su melo e soprattutto su pero


insetti alieni

In Australia e in Canada non passa uno spillo. E neppure un misero ovetto di insetto fitofago. È ciò che si impara grazie a trasmissioni come “Airport security”, in onda su reti televisive che hanno come target i teenager. Negli Stati Uniti trasmettono spot per spingere la popolazione ad evitare comportamenti rischiosi per l’introduzione e la diffusione di nuove specie invasive (www.hungrypests.com/firewood). Continua invece ad aumentare pericolosamente la lista degli insetti dannosi, insetti alieni, che sbarcano in Italia. Drosophila suzukii, il moscerino dei frutti rossi, l’emergenza degli ultimi anni, ha lasciato nel 2015 il testimone alla cimice asiatica marmorizzata (Halyomorpha halys). Terra e Vita ha messo in guardia i lettori fin dal 2013 (TV 44, pag. 60). Negli Stati Uniti (fine anni ‘90) e negli altri Paesi dove è stata introdotta si è rilevata un flagello in particolare per le coltivazioni frutticole. Cosa che si sta puntualmente verificando in Italia, complice un’evoluzione climatica che al Nord quest’anno è stata favorevole alla diffusione di insetti termofili. «Halyomorpha halys – testimonia Massimo Bariselli, entomologo del Servizio fitosanitario emiliano romagnolo e nostro apprezzato autore – si è diffusa nel corso dell’estate negli areali frutticoli sia in Emilia-Romagna che Piemonte e Lombardia. Finora i danni hanno riguardato pesche e pere (soprattutto William e Santa Maria) ma nel prossimo futuro potrebbero interessare anche il melo». L’ultimo aggiornamento sulla pagina facebook di Phytobook (7 settembre) registra una pressione che sembra essersi allentata su pero (Abate fetel) e melo, ma qualche preoccupazione su vite.

Antagonisti fuorilegge, il paradosso

«Stiamo seguendo – afferma l’assessore all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Simona Caselli, – con attenzione l’evolversi della situazione. Oltre al monitoraggio, stiamo supportando gli agricoltori nell’individuare le più efficaci misure di contrasto». Per fronteggiare la nuova emergenza, il Servizio fitosanitario ha concesso alcune deroghe per poter impiegare, nel rispetto dei disciplinari, prodotti dotati di un’adeguata attività anti-cimice. L’assessore ha anche coinvolto i ministri delle Politiche agricole e dell’Ambiente, per valutare azioni a livello nazionale, tra cui la possibilità di introdurre un antagonista naturale. «Per il possibile controllo biologico di Halyomorpha halys – informa Bariselli – negli Stati Uniti si sta infatti valutando il Trissolcus japonicus (sin. halyomorphae) un parassitoide oofago che sembra molto promettente. In Italia però, con l’attuale normativa, non può essere utilizzato!».

È una delle contraddizioni più stridenti della nostra disciplina fitosanitaria: inefficace nel contrasto di patogeni e avversità d’importazione. Ma non a bloccarne le contromisure.


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