Insalate di IV gamma, gli agenti di morìa

L’ntensificazione colturale può comportare l’insorgenza di problemi fitopatologici assai gravi


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Lattuga, indivia, cicoria, rucola e valerianella hanno fatto registrare negli ultimi anni un notevole incremento delle superfici coltivate grazie anche al successo riscosso dalle produzioni destinate alla cosiddetta “quarta gamma”.

 

Il lato oscuro del successo

Tale intensificazione colturale, frequentemente effettuata in serra o sotto tunnel, avviene per lo più in assenza di rotazioni, con fittezza di impianto molto elevata, su substrati abbondantemente concimati, con forti apporti idrici e di elementi minerali. Ciò può comportare l’insorgenza di problemi fitopatologici assai gravi, causati da patogeni agenti di moria delle piantine (Botrytis cinerea, Pythium spp. e Phytophthora spp), di tracheomicosi (Fusarium spp.) e di marciumi basali (Rhizoctonia solani e Sclerotinia spp.).

Gli ingenti investimenti di capitale ed i notevoli costi di esercizio rendono del tutto inaccettabile, dal punto di vista tecnico ed economico, per l’operatore orticolo il rischio di subire danni alle predette colture a causa di attacchi parassitari. Pertanto appare evidente l’elevata importanza della adozione di tempestivi e corretti interventi di difesa.

L’applicazione di alcune pratiche colturali e la scrupolosa osservanza di alcune fondamentali norme igieniche possono consentire di sopperire all’impiego di mezzi chimici che, pur avendo svolto in passato un ruolo fondamentale, trova attualmente crescenti restrizioni normative.

 

 

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