E l’industria dei surgelati punta su innovazione e biodiversità

Offre sempre nuovi prodotti: così Orogel ha visto il fatturato crescere del 22% in 7 anni


biodiversità

Se la nostra azienda non sforna ogni anno otto-dieci prodotti nuovi, ha detto al Macfrut 2016  Silver Giorgini, direttore Qualità e Ricerca & sviluppo di Orogel, «rischia anche di non poter confermare l’offerta di qualcuno dei vecchi. Perché l’innovazione di prodotto è, assieme alla qualità, uno dei punti di forza del nostro modo di proporci ai consumatori. E perchè il reddito generato dalle referenze che hanno più successo, e dalle migliori novità, ci consente economicamente di continuare a proporre anche le referenze più di nicchia, o di provare a proporre nuove referenze».

Dunque innovazione continua. Ricerca di nuove proposte («anche se spesso i buyer fanno da tappo all’innovazione»). Attenzione alla biodiversità. Sperimentazione di nuove cultivar e di nuove specie orticole: friariello (foglie di cima di rapa in cubetti porzionati), cavolo nero per le zuppe, cardo, ortica, soia edamame, borraggine, carciofi, orzo per le zuppe, ortaggi bio (molto richiesti negli Usa), ortaggi di piccole dimensioni (come piace per esempio ai consumatori giapponesi)…

Sono questi in sintesi i termini di una delle principali strategie produttive di Orogel così come li ha tratteggiati Giorgini al convegno “L’innovazione di prodotto nell’ortofrutta italiana”, organizzato da Edagricole all’ultima edizione della fiera di Rimini, dove ha proiettato le foto che vediamo pubblicate in questo servizio.

 

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