Impianti viticoli al via in ritardo

Autorizzazioni per l’anno 2017


impianti viticoli

Domanda

Come mai il Mipaaf e Agea stanno tardando, oltre i limiti temporali imposti dallo stesso Dm. n. 527/2017, l´assegnazione delle Autorizzazioni per impianti viticoli 2017?

E come mai non vi è alcuna comunicazione a riguardo né segnalazione di proroga scadenza… e nessuno ne parla né si lamenta?

 

Risposta

Il lettore ha ragione nel segnalare i ritardi nell’assegnazione delle autorizzazioni degli impianti viticoli nel 2017. Tuttavia occorre contestualizzare questi ritardi nell’ambito dell’eccezionale situazione che si è venuta a creare nel 2017 nel nuovo sistema di autorizzazioni degli impianti viticoli.

La tempistica

Il Dm. n. 12272/2015 indica un rigido calendario.

Le domande per le autorizzazioni dei nuovi impianti viticoli vanno presentate al Mipaaf dal 15 febbraio al 31 marzo di ogni anno, in modalità telematica nell’ambito del Sian.

Entro il 30 aprile di ciascun anno, il Ministero stabilisce l’elenco delle aziende alle quali sono concesse le autorizzazioni e comunica l’elenco alle Regioni.

A sua volta, le Regioni comunicano al viticoltore le autorizzazioni concesse, entro il 1° giugno di ogni anno.

Le autorizzazioni sono concesse gratuitamente; ricevuta l’autorizzazione per un nuovo impianto, il produttore avrà tre anni di tempo per effettuare l’impianto. È prevista una sanzione per il viticoltore che chiede un’autorizzazione e poi non procede all’impianto del vigneto. Qualora la superficie assegnata risulti inferiore al 50% della superficie richiesta, il viticoltore potrà rinunciare all’assegnazione, entro 10 giorni dalla comunicazione di assegnazione, senza incorrere in sanzioni.

Nel 2016, questa tempistica è stata rispettata; invece nel 2017 le Regioni non hanno comunicato al viticoltore le autorizzazioni entro il tempo previsto del 1° giugno 2017.

Le ragioni del ritardo

Il Ministero per le politiche agricole ha inviato alle Regioni l’elenco delle aziende alle quali sono concesse le autorizzazioni di nuovo impianto il 10 giugno 2017, con 40 giorni di ritardo rispetto alla tempistica prevista.

Le Regioni devono comunicare l’esito agli agricoltori; qualche Regione ha effettuato la comunicazione tra il 10 e il 15 giugno 2017; altre Regioni lo faranno all’incirca entro il 30 giugno 2017. C’è quindi un ritardo di circa 15-30 giorni.

Le cause del ritardo sono dovuto a due fatti nuovi:

– la nuova normativa introdotta dal Dm. n. 527 del 30 gennaio 2017;

– il numero eccezionale di richieste pervenute dai viticoltori.

La nuova normativa nazionale

L’attuazione nazionale del nuovo sistema di autorizzazioni è stata emanata tramite il Dm.n. 12272/2015. Già dopo il primo anno di applicazione (2016), la normativa nazionale ha mostrato una serie di criticità per cui il Ministero delle politiche agricole è corso ai ripari tramite il Dm. n. 527 del 30 gennaio 2017 che modifica il sistema di richiesta delle autorizzazioni all’impianto (vedi Terra e Vita n. 6/2017).

Ricordiamo che nel 2016, primo anno di applicazione del nuovo regime di autorizzazioni, la superficie richiesta per le nuove autorizzazioni è stata di 67.151 ettari, pari a 10 volte la disponibilità.

Le criticità del primo anno di applicazione hanno convinto il Ministero delle politiche agricole e le Regioni ad apportare tre modifiche alla normativa sulle autorizzazioni:

– l’introduzione di prescrizioni al criterio di ammissibilità;

– l’inserimento di criteri di priorità;

– la possibilità di applicare una soglia sulla superficie assegnabile.

Il decreto n. 527/2017 consente alle Regioni l’applicazione opzionale di alcuni criteri di priorità nella concessione delle autorizzazioni, a valere sul 50% delle superfici autorizzate.

Inoltre, dal 2017, nel caso in cui le richieste ammissibili in una Regione superano la superficie disponibile a livello regionale, il Ministero consente l’applicazione di una soglia sulla superficie assegnabile. Più precisamente:

– sono garantite le autorizzazioni sino a una superficie pari a 0,1 ettari a tutti i richiedenti;

– nel caso in cui le richieste ammissibili superino di tre volte la superficie disponibile a livello regionale, le Regioni possono applicare un limite massimo per domanda, pari alla media delle superfici richieste, ai fini del calcolo delle assegnazioni in tale Regione.

Quasi tutte le Regioni hanno applicato il tetto o limite massimo per domanda.

Queste modifiche sono entrate in vigore nel 2017, a valere sulle richieste di autorizzazioni di nuovi impianti viticoli presentate tra il 15 febbraio e il 31 di marzo 2017. Questi nuovi criteri hanno generato una maggiore complessità nell’assegnazione delle autorizzazioni degli impianti viticoli, che è stata una delle cause dei ritardi.

Eccezionali richieste pervenute nel 2017

Per il 2017 la superficie a disposizione per le autorizzazioni di nuovi impianti è pari a 6.621,67 ettari, corrispondente all’1% della superficie potenziale italiana dichiarata al 31 luglio 2016.

Le richieste pervenute sono state un numero eccezionalmente elevato; 165mila ettari (più di un quarto dell’intera superficie nazionale oggi coltivata), con una forte concentrazione geografica nelle tre principali regioni vitivinicole del Nord-est (oltre il 75% delle superfici richieste): Veneto, Friuli ed Emilia Romagna.

Anche questa eccezionale situazione ha contribuito al ritardo nell’assegnazione delle autorizzazioni degli impianti viticoli.

Ciononostante, il leggero ritardo non comporta problemi applicativi.

A seguito della comunicazione di assegnazione di nuovi impianti viticoli, i viticoltori hanno 10 giorni di tempo per rinunciare all’assegnazione, qualora la superficie assegnata risulti inferiore al 50% della superficie richiesta.

Coloro che non rinunciano hanno tre anni di tempo per effettuare l’impianto.

 

Leggi l’articolo su Terra e Vita 21/2017 L’Edicola di Terra e Vita


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