Il piano d’azione va piano

Il futuro è adesso. Di precision farming si parla già da anni ma solo oggi la robotica, i sensori, i droni e i satelliti sono strumenti diventati familiari grazie alla possibilità di collegare le macchine agricole a pc, tablet e smartphone. Innovazioni che promettono molti vantaggi, le uniche in grado di coniugare miglioramento delle rese e prestazioni ambientali (la famigerata “intensificazione sostenibile”). A costi tutto sommato contenuti. Ma il parco macchine italiano è piuttosto obsoleto (e l’età media dei conduttori piuttosto elevata). «Perchè si diffondano queste tecnologie – afferma Ezio Veggia di Confagricoltura – occorre utilizzare al meglio le opportunità della nuova programmazione dei fondi europei 2015-2020, soprattutto attraverso i gruppi operativi dei Pei, uno degli strumenti più efficaci dei Psr perchè mette insieme imprese, ricerca e industria». L’ultimo degli “appuntamenti con la sostenibilità”, eventi fuori-Expo organizzati da Confagricoltura è stato dedicato a questo tema, sabato 24 ottobre presso il Parco tecnologico padano di Lodi. «Il Piano nazionale per l’agricoltura di precisione – spiega Paquale Falzarano del Mipaaf – ha preso il via in settembre con la costituzione del gruppo di lavoro. entro 12 mesi deve elaborare le proposte di linee guida e di eventuali interventi normativi». «Le esigenze -commenta Carlo Bisaglia del Crea-Ing di Treviglio (Bg) – sono il trasferimento tecnologico, l’accesso alla rete di correzione dei dati satellitari Rtk, lo sviluppo di sistemi di supporto alle decisioni per concimazione, trattamenti, irrigazione, la diffusione di sensori specifici (ad es. per l’umidità del suolo)». «Anche nei sistemi di allevamento – ribadisce Stefano Biffani del Parco tecnologico padano -, in particolare di quello della vacca da latte, la precision livestock farming, ovvero la gestione dell’allevamento attraverso sistemi di monitoraggio in tempo reale, contribuisce a risolvere le principali criticità nell’alimentazione, con effetti sui redditi aziendali che possono fare la differenza». Intanto però, in attesa delle linee guida, il piano strategico per l’innovazione e la ricerca e gli stessi Psr regionali vanno avanti con interpretazioni spesso non univoche sull’agricoltura di precisione. Fino al paradosso che in Lombardia, ad esempio, alcune delle innovazioni presentate a Lodi sono tagliate fuori dai fondi per l’innovazione.   Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 43/2015 L’Edicola di Terra e Vita

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