Il pacchetto Ue anti-crisi

Accordo tra i ministri agricoli. Per l’Italia 25 milioni


Ue

Gli agricoltori europei si sono mobilitati, in questo mese di settembre, con una grande manifestazione a Bruxelles davanti alla sede della Commissione, per chiedere interventi per contrastare la crisi del settore lattiero-caseario e delle carne suine.

Le istituzioni comunitarie si sono attivate per trovare misure di contenimento degli effetti della crisi. Il Consiglio dei ministri agricoli del 15 settembre 2015 ha riconosciuto il grave stato di crisi del settore agricolo, in particolare di quello lattiero-caseario e suinicolo, e ha adottato un pacchetto di misure straordinarie per 500 milioni di euro.

Si tratta della più importante azione straordinaria attivata dall’Ue in questi anni sul fronte agricolo, per rispondere subito alle aspettative dei produttori.

Non si tratta di un intervento risolutivo, perché la crisi del prezzo del latte è talmente grave (fig. 1), da rendere difficile una soluzione e le difficoltà a trovare risposte soddisfacenti sono evidenti. Se andiamo a fare i conti, il pacchetto di misure incide per soli 2,2 centesimi/kg sul prezzo del latte per un anno.

Le decisioni del 15 settembre 2015, tuttavia, sono un segnale importante che testimonia l’attenzione della politica comunitaria verso le istanze agricole, all’interno di un’Europa che registra problemi molto più rilevanti dell’agricoltura (migranti, politica estera, crisi economica).

Un intervento straordinario di 500 milioni di euro

Il Consiglio dei ministri dell’agricoltura, riunitosi in Lussemburgo il 15 settembre 2015, ha dato dato il via libera politico ad un pacchetto da 500 milioni, che utilizzerà i fondi dell’ultimo anno di multe latte.

La destinazione delle risorse è divisa in due categorie di misure:

a) 420 milioni di euro saranno destinati ad aiuti mirati agli Stati membri;

b) 80 milioni saranno impiegati per accrescere il collocamento sul mercato di prodotti in crisi (latte, formaggi e carni suine).

Quello del Consiglio agricolo è un accordo politico, ma dal punto di vista giuridico le misure saranno attivate tramite atti delegati e di esecuzione della Commissione europea, in modo da essere operative entro la metà ottobre.

 

Aiuti per il latte

Il settore più colpito dalla crisi è il latte, per questo la dotazione più importante dell’intervento straordinario andrà a questo settore.

La ripartizione dei 420 milioni tra gli Stati membri è stata stabilita secondo “criteri oggettivi e trasparenti”. Nello specifico, la dotazione nazionale è stata calcolata in base delle quote latte dell’ultimo anno del regime.

All’Italia sono stati assegnati 25 milioni di €, alla Germania 69, alla Francia 62 e al Regno Unito 36 milioni (tab. 1).

La dotazione dell’Italia è in aumento rispetto al 2009, quando furono 23 milioni; ai 25 milioni di euro per gli aiuti diretti, si aggiunge la quota per lo stoccaggio dei formaggi che può arrivare a quasi 50 mila t.

 

Latte ai rifugiati, ammasso dei formaggi e carni suine

Il 20% dello stanziamento (80 milioni di €) è stato attribuito per contrastare l’impatto dell’embargo russo, del crollo dei prezzi per le carni suine e della siccità.

Le risorse saranno impiegate per aiuti alimentari per i profughi che arrivano dalle regioni del Medio Oriente in guerra (30 milioni). Nello specifico, la misura finanzia gli acquisti di latte da parte delle organizzazioni benefiche che li distribuiranno gratuitamente ai rifugiati.

Un’altra importante misura è l’attivazione di aiuti all’ammasso privato per latte in polvere, formaggi e carni suine.

L’Italia è molto interessata all’ammasso privato per i formaggi, che sarà di 100.000 t da distribuire tra i diversi Stati, basato sul quantitativo di produzione nazionale.

Tenuto conto che non tutti i paesi lo utilizzeranno, la Commissione redistribuirà i fondi non utilizzati dopo tre mesi. L’Italia, notoriamente, è il Paese che fa il maggior uso dell’ammasso privato per i formaggi (tab. 2), in virtù dell’elevata produzione di formaggi stagionati.

Per le carni suine saranno aumentati i prezzi di stoccaggio e sono stati ampliati i prodotti ammessi, compresi i tagli del cosiddetto “quinto quarto”.

 

Anticipo del 70% della Pac

Tra le misure anticrisi, l’Ue ha deciso anche che l’anticipo dei pagamenti diretti che, dal 16 ottobre 2015, potrà arrivare al 70% in luogo dell’attuale 50% autorizzato dalle norme europee. In altre parole, gli agricoltori potranno ricevere il 70% dei pagamenti della Pac, già dal 16 ottobre. Lo scopo di questa decisione è quella di rispondere alle esigenze di liquidità delle imprese, soprattutto di quelle lattiere. Questa opportunità, in Italia, rischia di essere compromessa dai gravissimi ritardi di Agea, che ancora oggi non ha effettuato il calcolo dei nuovi titoli.

Se tutto procederà nei tempi normali, alla fine del mese di settembre 2015, Agea dovrebbe comunicare ad ogni agricoltore il portafoglio provvisorio dei titoli e l’importo dei pagamenti. Questa comunicazione è funzionale sia per gli agricoltori che intendono presentare la domanda di accesso al “regime dei piccoli agricoltori” (entro il 15 ottobre 2015) sia per il pagamento del 70% di anticipo.

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 38/2015 L’Edicola di Terra e Vita


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