Prezzi grano duro: non caleranno

Il recente calo dei prezzi del grano duro non è l’inizio di una caduta; il problema degli operatori che han venduto sulla base di prezzi di marzo


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Valutando l’attuale situazione dei raccolti in Europa emerge un deficit (per lo più strutturale) di un paio di milioni di tonnellate che potrà essere compensato solo da prodotto dalle Americhe. Se da un lato la situazione in Canada è critica, dall’altro si è dato troppo per certo che la loro produzione superasse i 6 mio/t. Un raccolto di 4,5-5 mio/t è normale per il Canada come i 2 mio/t di Usa e i 2,3 mio/t del Messico. In sintesi, in Canada, si è passati da una depressione dei prezzi sull’onda dell’entusiasmo produttivo (marzo-aprile) alla crescente tensione (giugno) per la sensibile riduzione delle rese 2015.

Tutto normale quanto è accaduto sulle nostre piazze fino ad un paio di settimane fa… se non fosse che gli operatori a valle dell’agricoltore hanno venduto (semole e pasta) base prezzi di marzo e ora si trovano (chi più e chi meno) in difficoltà. Guardando allo scenario nel Mediterraneo l’attuale livello di prezzo è abbastanza centrato per cui si dovrebbe valutare il recente ribasso come un aggiustamento “contingente” e non come l’inizio della caduta dei prezzi. Semmai guardiamo al clima in Usa e Canada a ridosso della trebbiatura ove si dovrà confermare l’ultima stima di un’ottima qualità media.


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