Grano duro, il decreto lancia i contratti di filiera

Via libera al fondo da 10 milioni di euro per sostenere il comparto. Fino a 100 euro/ha per gli agricoltori che sottoscrivono intese con l’industria. Per un massimo di 50 ettari per ogni agricoltore


grano

La crisi del grano duro picchia forte, con una stagnazione del mercato che dobbiamo tornare a luglio 2010 per riscontrare prezzi così bassi (vedi figura).

Il prezzo del grano duro è sceso da 315 euro/ton del luglio 2015 a 178 euro/ton del settembre 2016 (Fonte: Ismea). In pratica i prezzi si sono quasi dimezzati. La crisi del mercato deriva da un raccolto mondiale eccezionale, ma l’Italia sconta anche una cronica debolezza strutturale nella scarsa capacità di organizzare l’offerta nazionale.

Per affrontare questa situazione, il Governo nazionale ha cercato di trovare una risposta, seppure parziale: un fondo di 10 milioni di euro, che consentirà di erogare un aiuto fino a 100 euro/ha (per un massimo di 50 ettari) a favore degli agricoltori che sottoscrivono contratti di filiera del grano duro.

Il sostegno al comparto cerealicolo

Nel decreto legge “enti locali” dello scorso luglio è stato inserito un fondo di 10 milioni di euro destinato ad interventi a sostegno del comparto cerealicolo (articolo 23-bis del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160).

L’attuazione di questo fondo richiede un decreto emanato dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

La Conferenza Stato-Regioni del 30 settembre 2016 ha approvato il decreto ministeriale che fissa criteri e modalità di ripartizione delle risorse del fondo di 10 milioni di euro.

 

Aumentare l’offerta italiana

Secondo le intenzioni del ministro Maurizio Martina, questo sostegno è finalizzato ad “aumentare qualitativamente l’offerta di grano italiano e ad incrementare la sottoscrizione di contratti di filiera, capaci di garantire una più equa remunerazione del lavoro agricolo e contenenti parametri qualitativi del grano duro conformi con le esigenze produttive dell’industria pastaria”.

 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 41/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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