Grano duro biologico, le migliori varietà nelle prove 2015-2016

Tra le varietà testate da meno anni in evidenza Furio Camillo, Odisseo e Monastir


biologico

Nel 2015 in Italia le superfici coltivate con metodo biologico hanno fatto registrare un incremento del 7.5% rispetto al 2014, raggiungendo quasi 1.500.000 ettari, pari all’12% dell’intera SAU italiana (fonte Sinab).

Nel 2015-16 il Crea-Qce di Roma (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Unità di ricerca per la valorizzazione qualitativa dei cereali) ha proseguito l’attività di coordinamento della Rete di confronto tra varietà di frumento duro in coltura biologica, giunta al 14° anno di attività e svolta in collaborazione con diverse Istituzioni pubbliche.

Sono stati seminati 12 campi che per la sintesi sono stati aggregati in tre macroareali: Sud-Isole (5 campi), versante tirrenico dell’Italia centrale (3 campi), versante adriatico dell’Italia centrale e Nord (4 campi). Utilizzando uno schema sperimentale a blocchi randomizzati con 3 o 4 ripetizioni, sono state messe a confronto 22 varietà, fornite non conciate dalle ditte sementiere. Grazie ad un favorevole andamento climatico, le semine si sono svolte quasi ovunque in epoca ottimale e su terreni ben preparati. L’inverno è risultato piuttosto asciutto con piogge concentrate all’inizio di gennaio; precipitazioni cospicue si sono verificate poi tra la metà di febbraio e la prima decade di marzo, talvolta anche molto abbondanti durante la spigatura e la granigione. Nelle due Isole, invece, le piogge sono mancate quasi del tutto dalla fine di marzo, associate a temperature massime elevate.

 Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 40/2016 L’Edicola di Terra e Vita


Pubblica un commento