Grano duro, alta la qualità in Puglia e Basilicata

Rispetto all’anno precedente le rese sono calate, ma migliora il colore, la sanità e il contenuto in proteine


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Rese abbastanza basse, oscillanti fra i 25 e i 35 q/ha, ma qualità altissima, almeno per gli agricoltori che hanno applicato una tecnica colturale adeguata, con cariossidi perfette per colore, peso specifico superiore a 80 e proteine oltre il 14-15%. Sono i risultati della mietitrebbiatura del grano duro, ormai al termine, in Puglia e Basilicata. Esiti che disegnano un quadro produttivo esattamente opposto rispetto a quello del 2016, quando le rese erano schizzate dovunque oltre i 50-60 q/ha, con punte anche di 70-80 (una rarità storica nelle due regioni meridionali), ma le proteine erano crollate su una media dell’11%.

«La differenza sta nel fatto che l’anno scorso è piovuto sempre, anche ad aprile e maggio, sicché le rese sono state eccellenti, mai viste, ma le cariossidi erano bianconate e slavate, invece quest’anno scontiamo i danni della siccità, è da aprile che non piove – spiega Piero Giglio, 12 ha a Gravina in Puglia, sull’Alta Murgia barese -. Io ho raggiunto 25-27 q/ha, però su un terreno seminato su sodo da ben 25 anni, invece un mio confinante ha prodotto 20-22 q/ha, su un terreno lavorato secondo la tecnica tradizionale. Le proteine sono però dovunque alte, fra il 15 e il 17%, per chi ha fatto almeno due concimazioni azotate in copertura. L’assenza di piogge forti e continue fra inverno e primavera, quelle che dilavano l’azoto, e il ricorso a varietà “proteiche” hanno favorito la crescita percentuale delle proteine, peccato che da aprile in poi il grano non abbia più visto una goccia di acqua».

Non diversa è la situazione nel Foggiano, evidenzia Francesco Zannella, 80 ha a Borgo Incoronata. «Nel 2016 ho prodotto 48 q/ha, quest’anno appena 30. Sono rese vicine a quelle degli altri areali foggiani. Anche noi scontiamo gli effetti della siccità che imperversa da aprile. Invece le proteine sono elevate dappertutto: il 15% in media, con punte del 17%».

Anche nell’areale lucano che dal Vulture scende fino a Matera le rese sono state non più che discrete, 30-35 q/ha, contro i 50-60 del 2016, afferma Daniele Carcuro, 80 ha a Genzano di Lucania (Pz). «In compenso il grano è perfetto, sano, di un bellissimo colore, con proteine di almeno il 13-14%».


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