Il governo taglia i fondi alle Associazioni allevatori

I finanziamenti al sistema Aia Apa Ara crollano da 22,5 a 7 milioni di euro


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Mazzata del governo sulle associazioni degli allevatori: una lettera del ministero ha comunicato alle Regioni che i già scarsi finanziamenti al sistema Aia Apa Ara crollano dai 22,5 milioni di euro che sembravano sicuri a solo 7. Per di più lo ha comunicato inaspettatamente, senza preavviso.

La decisione del governo è stata trasmessa agli assessorati regionali all’agricoltura italiani con una asettica lettera del Mipaaf datata 21 giugno, avente per oggetto “Disimpegno fondi da trasferire alle Regioni per le attività dei controlli funzionali svolti dalle Associazioni allevatori (Ara/Apa) – anno 2017”; lettera che nessuno poteva prevedere. E che riduce appunto di 15,5 milioni le risorse precedentemente stanziate.

La notizia ha colto di sorpresa i responsabili delle associazioni e gli assessori regionali. Tra i primi il presidente dell’Aia (Associazione italiana allevatori) Roberto Nocentini, che dichiara: «Siamo sorpresi e sconcertati nell’apprendere la notizia dell’ulteriore taglio ai finanziamenti destinati alle associazioni allevatori, che ricordiamo svolgono un’attività di pubblico servizio. La preoccupazione è grande, abbiamo convocato d’urgenza il comitato direttivo di Aia per affrontare quella che si prospetta come la più grave emergenza che il sistema allevatoriale abbia mai dovuto affrontare, in questi 70 anni di storia».

Verrebbero meno, continua Nocentini, «i progetti futuri e il proseguimento del lavoro fatto per il miglioramento genetico delle razze e specie allevate in Italia, tutta l’attività di selezione a difesa del reddito degli allevatori, tutte le azioni a favore della biodiversità animale che solo noi possiamo garantire, tutti i progetti sul benessere animale e sulla sostenibilità degli allevamenti che tutta la società italiana chiede. Abbiamo scritto una lettera al ministro Martina nella quale esprimiamo tutto il nostro risentimento per la situazione che a breve si verrebbe a creare. A esser danneggiate non sarebbero infatti solo le strutture e il personale delle associazioni allevatori su tutto il territorio nazionale, che già si sono impegnate a fondo negli ultimi anni in un faticosissimo processo di riorganizzazione. Ma a venir meno sarà anche tutto ciò che è stato messo in campo per gli allevatori italiani per la qualità e salubrità delle produzioni di origine zootecnica e per la sicurezza alimentare dei cittadini italiani».

Tra gli assessori quello della Lombardia, Gianni Fava, che commenta: «Passare da 22 milioni a 7, in questa situazione di forte disagio del sistema nel suo complesso, significa condannare le Apa superstiti a portare i libri in tribunale. Un colpo mortale per i conti delle organizzazioni allevatoriali, ora la Regione non riuscirà più contribuire in alcun modo al salvataggio del sistema, della tenuta dei registri e dei controlli funzionali. A Roma hanno deciso di buttare al vento decenni di investimenti, prevalentemente pubblici, per un comparto, quello zootecnico appunto, che ha sempre rappresentato il fiore all’occhiello dell’agricoltura di questo paese».


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