Il glifosate non è cancerogeno

La valutazione dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) smentisce i rischi paventati dallo Iarc due anni fa e conferma quanto già espresso dall’Efsa


Agronomist looking at wheat quality with farmer

Bruxelles chiama, Helsinki risponde e per il settore agricolo si tratta di notizie positive. 20140520090401_ECHA_logo_colourIl comitato per la valutazione dei rischi dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa, European chemical agency), con sede nella capitale finlandese, è giunto infatti alla conclusione che il glifosate non è cancerogeno e quindi non dovrebbe essere classificato come tale. L’Agenzia ha rispettato i termini affidati dalla Commissione Ue e ha pubblicato il proprio report il 15 marzo. Echa ha condotto un processo di revisione indipendente e dopo aver analizzato rigorosamente una consistente quantità di dati, ha classificato il glifosate come non cancerogeno, non mutageno, non tossico per la riproduzione e non genotossico.

Una valutazione condivisa
«Gli esperti degli Stati Membri – si legge qui nel comunicato stampa dell’agenzia-, gli stakeholder e i cittadini hanno avuto l’opportunità di partecipare alla valutazione in alcuni momenti del processo, come in occasione della consultazione pubblica dello scorso dicembre». «Le conclusioni – commenta Richard Garnett, Presidente della European Glyphosate Task Force (GTF) – raggiunte da Echa rafforzano i risultati di altre valutazioni sul glifosate condotte dalle autorità di regolamentazione nel  mondo. Le prove scientifiche a supporto del rinnovo del glifosate sono evidenti. Sulla base di questa solida valutazione scientifica non ci dovrebbero essere ostacoli al rinnovo del glifosate in Europa da parte degli Stati Membri». La valutazione positiva dell’Echa si aggiunge ai pareri sullo stesso tono espressi per ben due volte da Efsa (European food safety authority) nel 2015 e nel 2016 e all’analisi congiunta Fao/Oms (Organizzazione mondiale della sanità) che nel maggio 2016 smentiva le conclusioni sulla probabile cancerogenicità espresse dallo Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, con sede a Lione in Francia). EFSA_logo_EN_RGB

Il coformulante nel mirino dell’Efsa
Riguardo a questa diversa interpretazione Efsa ha già chiarito che il rapporto Iarc ha esaminato sia il glifosato – sostanza attiva – sia i formulati a base di glifosato, raggruppandoli tutti senza tener conto della loro composizione. La valutazione delle agenzie europee, invece, si sono concentrate sulla valutazione della sostanza attiva. In precedenza, il 30 ottobre 2015, l’Efsa aveva trasmesso alla Commissione la sua valutazione tossicologica sull’ammina di sego polietossilata (n. CAS 61791-26-2), una sostanza usata come coformulante in alcuni prodotti fitosanitari contenenti glifosato. L’Autorità aveva osservato effetti tossici significativi di questo coformulante, ritenendo probabile che da questo derivassero i dati medici negativi rilevati negli esseri umani. In base a questo parere Efsa è stato emanato lo scorso 1° agosto il regolamento di esecuzione (Ue) 2016/1313 della commissione che ha imposto la revoca dell’autorizzazione all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari contenenti glifosato con il coformulante Ammina di sego polietossilata  a partire dal 22 novembre 2016, vietandone il loro impiego a partire dal 22 febbraio 2017.

Decisione finale entro fine annoimage_gallerySia la revisione dell’Efsa che il più recente studio dell’Echa hanno  considerato una corposa massa di evidenze scientifiche, compreso il rapporto IARC. Nel complesso è stato valutato un numero maggiore di evidenze scientifiche, compresi ulteriori e importanti studi che non erano stati considerati dall’Agenzia con sede a Lione. Attualmente l’autorizzazione eruopea del glifosate è temporaneamente prorogata sino a tutto il 2017 in attesa del completamento della revisione paritetica. ECHA presenterà ora la sua proposta di classificazione armonizzata del glifosate alla Commissione Europea per l’adozione finale che verrà presa da Bruxelles e dagli Stati membri entro fine anno.

 

 

 


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