Gli allevatori riconoscono il valore di Agriumbria

La 47a edizione della fiera ha consolidato il proprio ruolo primario quale momento catalizzatore per verificare e interpretare le reali esigenze degli imprenditori agricoli


foto manifestazioni

La 47a edizione di Agriumbria ha consolidato il proprio ruolo primario nell’ambito delle manifestazioni fieristiche quale momento catalizzatore per verificare e interpretare le reali esigenze evolutive e strutturali degli imprenditori agricoli, proponendo soluzioni tecniche e operative trasferibili nelle diverse realtà territoriali nelle quali l’agricoltura specializzata e quella multifunzionale si integrano a supporto dello sviluppo del tessuto economico sociale.

«L’intersettorialità e l’interdisciplinarietà dei settori merceologici e la diversificazione dei contenuti tematici – ha evidenziato il presidente di Umbriafiere Lazzaro Bogliari – hanno consentito di poter progettare soluzioni gestionali da parte delle imprese agricole e agro-alimentari idonee alla realizzazione di modelli organizzativi delle aziende che abbiano anche come supporto indispensabile l’ottimizzazione delle misure finanziarie previste dalla Pac 2014-2020 e dai Psr».

«La partecipazione di 400 espositori in rappresentanza di 1.500 aziende e di allevamenti con capi selezionati iscritti ai rispettivi Libri Genealogici Nazionali di specie e di razze, che anche nel 2015 hanno occupato con il “tutto esaurito” gli spazi espositivi – ha fatto presente Bogliari – conferma la validità di Agriumbria quale mostra–mercato nazionale che risponde alle aspettative dei produttori agricoli per quanto riguarda tecnologia, genealogia del patrimonio zootecnico e impiantistica agroindustriale.

Un appuntamento fieristico che ha interpretato le esigenze degli operatori tecnici e economici, che ha fornito agli oltre 80 mila visitatori un quadro organico e completo di specie e razze che costituiscono il patrimonio zootecnico nazionale. Una partecipazione selettiva di elevata genealogia che le diverse Associazioni di specie e razze che fanno parte dell’Aia, i centri di miglioramento genetico (Anabic) e i Consorzi di Tutela Igp di carni bovine e ovine italiane hanno ritenuto di indubbia importanza per delineare le immediate strategie da adottare al fine di promuovere il consumo di carne, eleggendo Agriumbria “Polo delle carni italiane”: riconoscimento motivato dall’impegno che la manifestazione umbra ha sempre dedicato nel riservare spazi espositivi e momenti convegnistici sulle specie zootecniche da carne.

«Un riconoscimento – ha sottolineato Bogliari – che Umbriafiere spa intende onorare non solo in occasione delle prossime edizioni di Agriumbria, ma anche, e soprattutto, con accordi e protocolli di intesa con l’Associazione italiana Allevatori che prevedono progetti e iniziative promozionali nel corso dell’intero anno».


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