Genome editing, tecniche a sostegno dell’agricoltura

Occorre superare le contrarietà ideologiche emerse con gli ogm


genome

Il tema del miglioramento genetico in agricoltura è cruciale e controverso. Serve chiarezza e, soprattutto, una linea guida (europea) univoca che sappia guardare al futuro del settore primario senza ulteriori tentennamenti. Oggi la ricerca scientifica ci mette a disposizione strumenti all’avanguardia in grado di produrre piante realmente su misura. Stiamo parlando delle cosiddette tecniche di genome editing, capaci di agire in maniera chirurgica sul Dna.

Queste tecniche si basano sulla correzione di ‘errori’ identificati nel Dna attraverso una modifica attuata sfruttando il processo di mutazione che avviene spontaneamente in un organismo soggetto a tali input.

Dal 2015, intravedendone le straordianarie potenzialità, alcuni Stati extraeuropei hanno introdotto sul mercato gli organismi risultati dal genome editing.

La legislazione europea di fatto classifica gli ogm sulla base delle tecniche impiegate per ottenerli, rendendone perciò vietata la coltivazione su gran parte del territorio europeo.

 

Sbagliata la politica dei divieti

Da questo nodo attorcigliato su sè stesso nasce la richiesta che l’Associazione Luca Coscioni lancia al governo: sottrarre le nuove tecniche di genome editing ai divieti previsti per gli ogm.

Questo tema è stato il fulcro del convegno “Biotecnologie che aiutano l’agricoltura” organizzato dall’Associazione Coscioni (con il supporto di Green Biotechnology Europe) per la libertà di ricerca scientifica. L’obiettivo, dichiara l’Associazione, è quello di superare il dibattito ideologico in tema di ricerca attraverso un aperto confronto con rappresentanti istituzionali, scienziati e portatori d’interesse in un contesto di dialogo costruttivo.

«È necessario che i prodotti delle nuove tecniche, non contenendo Dna estraneo, non vengano classificati come Ogm e non ricadano quindi nell’ambito della legislazione Ue in materia», ha affermato Roberto Defez, direttore del Laboratorio di Biotecnologie Microbiche all’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli.

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 5/2017 L’Edicola di Terra e Vita

 


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