Il futuro delle bioenergie passa dall’innovazione

Sostituire le fonti fossili è un paradigma irrinunciabile per la sopravvivenza del Pianeta


bioenergie

La sostituzione delle fonti fossili con quelle rinnovabili è ormai un paradigma irrinunciabile per la stessa sopravvivenza del pianeta. In tale contesto si sono sviluppate in Italia, soprattutto nell’ultimo decennio, le bioenergie.

L’utilizzo passato (e presente) di forme di incentivazione quale promozione delle bioenergie è stato importante e diciamo anche corretto per dare un impulso alla loro affermazione. Dopo l’iniziale spinta, però, ci sembra ora naturale che tale settore debba reggersi sulle proprie gambe, anche se, giustamente, dovrà essergli sempre riconosciuto il ruolo sociale che gli compete (promozione di modelli di vita sostenibili, preservazione dell’ambiente e riduzione dell’inquinamento).

In un tale contesto l’innovazione tecnologica diviene fattore determinante per la sostenibilità delle bioenergie.

Di seguito qualche spunto su quelle che sono le sfide prossime delle bioenergie e le innovazioni tecniche.

Biogas/biometano

Il metano risulta senz’altro il futuro del trasporto su ruota (in Ue) e si confermerà come fonte privilegiata per gli usi domestici grazie al suo costo, alla sua disponibilità e alla sua sostenibilità ambientale. Circa l’80% dei veicoli a gas metano in Europa è immatricolato in Italia e sempre in Italia esiste un’infrastruttura di distribuzione di rete tra le più capillari d’Europa. Oggi questo settore assorbe un miliardo di metri cubi di gas e cresce al ritmo del 4% l’anno e si stima arriverà a 1,5 miliardi di metri cubi già nel 2020. Inoltre, i produttori di carburanti fossili sono obbligati ad acquistare quote di combustibili rinnovabili per adempiere agli obblighi europei sulle rinnovabili nei trasporti e arrivare entro il 2020 ad ottenere dalle rinnovabili il 10% del carburante consumato.

Il metano, o meglio il biometano, rappresenta di sicuro una delle innovazioni tecniche delle bioenergie “agricole” in una logica evoluzione del settore del biogas che, dopo le abbuffate di incentivi, guarda con speranza al biometano per uscire dall’impasse degli ultimi 2-3 anni.

Il biogas, dopo essere stato purificato a metano al 95-98%, può essere utilizzato per autotrazione in totale sostituzione del metano, con performance ambientali nettamente superiori a quelle del bioetanolo e del biodiesel. Non solo, il biometano può essere immesso nella rete di distribuzione del gas naturale o liquefatto per produrre gas naturale liquefatto (GNL). Le tecnologie per l’up-grading e la purificazione del biogas a biometano sono già presenti (anche se soprattutto di derivazione straniera) e consolidate; sistemi “water scrubber”, a membrane, criogenici e ad adsorbimento, sono oggi proposti sul mercato con performance differenti e costi variabili e compresi 0,15-0,44 €/m3 di biometano.

 

Colture no-food e rifiuti

Il futuro delle bioenergia sarà quello di cercare materie prime a basso costo. I rifiuti sicuramente rappresentano un’alternativa alle colture energetiche, anche se sarebbe auspicabile una riduzione della loro produzione, sintomo del superamento della cultura dello spreco. L’integrazione della razione del digestore con rifiuti è desiderabile e dal punto di vista puramente tecnico non vi sono controindicazioni di sorta, anzi una sempre maggior integrazione dell’uso dei rifiuti in contesti agricoli è assolutamente da supportare. Interessante sono però anche le innovazioni tecniche relative alla produzione di colture energetiche no-food a basso costo ed elevata resa, quale ad esempio l’Arundo donax L. che permette costi di produzione del biometano di soli 8-10c€/m3 CH4 (solo costo biomassa) contro i 30-40 c€/m3 CH4 (solo costo biomassa) del biometano delle colture energetiche tradizionali.

Anche l’utilizzo degli scarti lignocellulosici rappresenta una soluzione tecnica importante. In tal senso, però, la semplicità di utilizzo nei biodigestori sarà la vera scommessa futura, al contrario di processi di pretrattamento costosi e spesso inefficaci.

Fertilizzanti rinnovabili

Strettamente connesso alla produzione di biogas/biometano risulta la produzione di fertilizzanti. La forte crescita demografica (nel 2050 saremo 9 miliardi) sta determinando una forte crescita della domanda di concimi (+40% nel 20130) e quale conseguenza una forte crescita dei prezzi (con riferimento al 2004: +200% per urea; +200% per perfosfato triplo +270% cloruro potassico) (fonte Banca Mondiale).

 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 03/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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