Frumento in Spagna, previsto un calo del 35,4%

Le Cooperative hanno previsto una raccolta di frumento di 15,23 Mt per la campagna di commercializzazione 2017/18. L’anno era iniziato bene poi la situazione è precipitata


Mietitrebbia

In Spagna le Cooperative Agro-alimentari hanno presentato la prima stima di grano nazionale raccolto per la campagna di commercializzazione 2017/18 che inizia il 1° luglio. Complessivamente si tratta di 15,23 milioni di t (12 milioni di t di cereali autunno-vernini), con un decremento del 35,4% rispetto alla campagna precedente e rispetto alla media degli ultimi tre anni.

Secondo le previsioni si tratta del quinto peggior raccolto dal 1990, secondo solo a quello del 1995 (11,2 Mt), che rappresenta il record negativo; 2005 (11,4 Mt); 1992 (14 Mt) e nel 1994 (14,8 Mt).

Le Cooperative si aspettano 3,69 Mt di grano tenero, il 49% in meno rispetto alla passata stagione (7,23 Mt), un po’ meno di frumento duro, 1,12 Mt (-5,1%) mentre per l’orzo la previsione è 5,73 Mt (- 39%), per il mais 3,22 Mt (-10,3%), avena, 900mila t (18,2%); segale, 140mila t (-67,4%), triticale e altri cereali ,420mila tonnllate (-32,3%)

Le Comunità autonome più colpite dalle avversità climatiche sono Castiglia e Leon, dove le Cooperative prevedono 3,3 Mt, il 62,75% in meno rispetto allo scorso anno, quando ha raggiunto quasi 8,85 milioni (54, 3% al di sotto della media degli ultimi tre anni).

Castilla-La Mancha, con 2,83 Mt, vedranno un calo del 36%; Aragona, con quasi 2,74 Mt, -18,4% rispetto al 2016; Andalusia, con 2,18 Mt sarà si avrà invece il 4,5% in più. La Catalogna raggiungerà gli 1,3 Mt (-7,72%); Extremadura, poco più di un milione di tonnellate (-7,88%); Navarra sarebbe sotto di un milione, con 927 750 t (7,27%); i Paesi Baschi hanno ottenuto un 200.040 t (-26,7%); La Rioja 135.250 t (-46,8%) e il resto della Acs 597.465 altri t (-26,5%).

Le Cooperative rilevano che lo sviluppo di questa prima stima è stata molto complessa, data la performance raccolto molto disomogenea nelle diverse comunità autonome, regioni e province produttrici, con rendimenti molto diversi anche nella stessa provincia, arrivando fino a 5.000 kg/ha, mentre altri rimangono ancora al di sotto dei 1.000 kg/ha, con molte aree che non sono nemmeno arrivate alla raccolta.

L’anno è stato pessimo dal punto di vista climatico specie per la mancanza di acqua durante tutto il ciclo dei cereali. Per il direttore tecnico dei seminativi, Antonio Catón «la mancanza d’acqua non è l’unica causa del forte calo dei rendimenti perché anche le temperature elevate a partire da metà marzo sono state assolutamente sfavorevoli per la coltura».

Secondo Caton, «la combinazione di calore eccessivo e siccità, e alla fine di aprile il brusco calo delle temperature, con il gelo che ha colpito i cereali di una parte importante di Castilla e Leon (la principale area cerealicola spagnola), hanno causato notevoli danni ai cereali, molti di più di quelli che si sarebbero avuti in un anno particolarmente umido».

Dunque le alte temperature e la mancanza di precipitazioni in primavera, negli ultimi mesi del ciclo di crescita e maturazione dei cereali, hanno messo la parola fine su una coltura, secondo il direttore tecnico delle Cooperative, che si era presentata molto bene in un primo momento, a marzo, nella maggior parte della superficie cerealicola della Spagna.

Nella stagione in corso (2016/17), secondo il bilancio del Mapama, la domanda spagnola per i consumi interni è di 36,16 milioni di t di grano, di cui 12,7 milioni di grano tenero; 1,3 Mt di frumento duro; 9,3 milioni di t di orzo; 10,41 Mt di mais; 330mila t di segale; 1,15 Mt d’avena; 130mila t di sorgo e 670mila di triticale.


Pubblica un commento