Frumenti antichi, torna sulle nostre tavole il “Senatore Cappelli”

Sis per 15 anni produrrà e certificherà in esclusiva la varietà antica di frumento duro Senatore Cappelli. Un’opportunità per offrire all’agricoltore un prezzo garantito alla sua produzione. Mauro Tonello e Mario Conti, rispettivamente presidente e direttore generale di Sis, hanno presentato oggi l’iniziativa


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A seguito della sempre maggiore richiesta da parte dei consumatori, tornano a pieno titolo sulle nostre tavole pasta, pane e pizze prodotti con gli antichi grani della tradizione italiana. Sis, Società italiana sementi, ha colto la palla al balzo e si sta dedicando al recupero di alcune vecchie varietà che stanno tornando di prepotenza sul mercato. In particolare, grazie alla vincita di un bando del Crea, si è aggiudicata per 15 anni l’esclusiva di riproduzione e certificazione del grano duro Senatore Cappelli. Con 1.000 ettari coltivati si tratta del grano duro antico più seminato in Italia con una produzione che ha raggiunto i 2,5 milioni di kg.

«Il rilancio di questa varietà – ha detto Mauro Tonello (a sinistra nella foto), presidente Sis e vicepresidente nazionale Coldiretti – oltre ad essere una risposta alla richiesta da parte del consumatore di varietà a basso tenore di glutine, con una buona quantità di fibra, sali minerali e vitamine, intende offrire un prezzo garantito al produttore che lo coltiva secondo il nostro disciplinare».

L’agricoltore che produce grano duro Senatore Cappelli percepisce un compenso di 60 €/q se il cereale viene coltivato in agricoltura biologica e 50 €/q in agricoltura tradizionale. A queste cifre sono da aggiungere il trasporto e un premio sulla base della migliore commercializzazione. La remunerazione può sembrare elevata, ma dobbiamo considerare che nel sud la resa del frumento Senatore Cappelli è di 10-15 q/ha mentre negli areali del nord arriva al massimo ai 25-30 q/ha. Una parte del prodotto ritirato da Sis va al sementificio per la riproduzione in purezza e una parte viene venduta ai trasformatori al prezzo di 100 €/q per il bio e 80 €/q per il convenzionale.

«La Società italiana sementi – ha detto il direttore generale Mario Conti (a destra nella foto) – da settant’anni seleziona semi che hanno fatto la storia del made in Italy, dalla varietà di grano tenero Bologna, la più coltivata in Italia, sino all’emergente Giorgione, dal grano duro Marco Aurelio, leader nei progetti di filiera per l’industria molitoria, fino al riso Volano e a sementi di erba medica come la Garisenda, perché ritiene fondamentale salvaguardare un patrimonio genetico il più ampio possibile per affrontare le sfide future. Per questo ci siamo assunti l’onere e l’onore di certificare la produzione di grano duro Senatore Cappelli che con le sue caratteristiche genetiche si sta rivelando adatto alle nuove esigenze di coltivazione con elevati standard organolettici che rispondono alla domanda di buona e sana alimentazione».


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