Giro di vite contro le frodi nel biologico

Quando scattano i controlli “rinforzati” contro le frodi


biologico

I Mipaaf attraverso l’Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari (Icqrf) intensificherà l’attività di controllo sugli operatori del settore biologico non appena si rileveranno situazioni di particolare rischio di frode. Il rafforzamento del controllo è d’altra parte richiesto dalla stessa regolamentazione comunitaria per prevenire i casi di frode che spesso si verificano in questo settore delle produzioni di qualità certificate.

Una Direttiva dell’Icqrf, emanata il 3 luglio scorso, individua infatti le situazioni che fanno scattare l’intensificazione del controllo e lo modalità di effettuazione di tali controlli rinforzati.

La visita ispettiva a sorpresa

Per poter stroncare le frodi sul nascere è necessaria la tempestività dell’intervento degli organismi di controllo. L’Icqrf ritiene che allorquando si constatano situazioni come quelle di seguito indicate siano necessarie misure di controllo rinforzato:

–   operatori soggetti a più di tre segnalazioni “OFIS” (Organic farming information system) nell’arco di 2 anni per cui alla quarta segnalazione, cioè, vanno adottate le misure di controllo rinforzato;

–   operatori a carico dei quali l’OdC ha emesso un’irregolarità e/o infrazione a seguito di una segnalazione OFIS;

–   operatori oggetto di specifiche indagini di natura penale;

–   in casi di particolare gravità, a richiesta dell’autorità competente.

Al verificarsi di tali situazioni, l’OdC attiverà specifiche misure di controllo rinforzato che prevedono:

  1. una visita ispettiva immediata presso l’operatore segnalato, con redazione di un bilancio di massa del prodotto (o prodotti) a carico del quale è stata rilevata la criticità e, se del caso, di altra produzione dell’operatore, nonché il prelievo di campioni da sottoporre ad analisi;
  2. ulteriori attività ispettive e di prelievo campioni da attuarsi per un arco temporale adeguato, individuato dall’OdC sulla base della sua procedura di analisi del rischio, della tipologia di attività dell’operatore, dell’eventuale stagionalità del prodotto e del ruolo ricoperto dall’operatore nella filiera.

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 29-30/2015 L’Edicola di Terra e Vita


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