Frascame da trinciare? Si, ma con cautela

La trinciatura dei residui della potatura è una pratica agronomica raccomandabile dove non si sono insediati funghi parassiti del legno


frascame

Nei frutteti la potatura invernale è una buona occasione per ispezionare le piante, asportare i rami secchi o con alterazioni (corpi fruttiferi di funghi del legno, cancri, gommosi, gallerie di insetti, ecc.) ed eliminare il materiale di risulta.

La trinciatura dei residui della potatura è una pratica agronomica raccomandabile perché restituisce parte della sostanza organica al terreno. Va, tuttavia, evitata negli impianti nei quali si sono insediati funghi parassiti del legno (agenti di cancri, mal del piombo ecc.) che, potendo vivere da saprofiti nel terreno, si avvantaggiano dei residui legnosi aumentando notevolmente il loro potenziale di inoculo.

 

Sminuzzare e letamare

Nei campi dove si esegue la trinciatura occorre prima asportare i rami più grossi (da ardere). Durante la trinciatura va verificato che l’attrezzo operi una buona sminuzzatura e sfibratura del materiale legnoso che dovrà essere prontamente interrato in modo da facilitare la sua rapida degradazione ad opera della microflora del terreno. Per accelerare e migliorare la degradazione del trinciato, prima dell’operazione meccanica è possibile distribuire al terreno qualche quintale di letame o prodotti commerciali appositamente studiati per apportare microrganismi utili alla degradazione del materiale vegetale.

 

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