Fotovoltaico, “spalma incentivi” verso l’incostituzionalità

Il Tar del Lazio ha accolto i dubbi di legittimità costituzionale e ha chiesto alla Consulta di esprimersi sulla norma. La soddisfazione di assoRinnovabili e Confagricoltura


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Il Tar del Lazio ha accolto i dubbi di legittimità costituzionale sollevati dai ricorsi contro la misura “spalma incentivi” per il fotovoltaico, chiedendo alla Corte Costituzionale di esprimersi. Si concretizza così lo scenario che assoRinnovabili e Confagricoltura (promotori insieme a 1.100 aziende associate di 11 ricorsi) avevano previsto già a giugno 2014, all’alba delle prime proteste contro una misura retroattiva ritenuta ingiusta e dannosa per le imprese e per il Paese.

A questo punto se la Corte costituzionale dichiarerà incostituzionale lo spalma incentivi, i produttori avranno diritto all’erogazione della quota parte di tariffa incentivante che ad oggi non gli viene riconosciuta. Infatti, l’eventuale dichiarazione di incostituzionalità renderà la norma che ha introdotto lo spalma incentivi FV inefficace sin dalla sua entrata in vigore: sin dal 21 agosto 2014 (data di entrata in vigore della L. 116/2014 di conversione del Dl. 91/2014).

Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili, e Mario Guidi, Presidente di Confagricoltura si sono detti «fiduciosi che la Corte confermerà l’orientamento del Tar e dichiarerà l’illegittimità costituzionale della norma». E hanno aggiunto: «auspichiamo che il Governo possa subito tornare sui suoi passi e cancellare la norma con l’ormai prossimo Green Act, ripristinando così anche l’immagine e l’attrattività dell’Italia verso gli investitori. La cancellazione della norma risolverebbe anche la procedura arbitrale internazionale che si è aperta con gli investitori esteri».


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