Con i Fondi di mutualità una copertura totale

L’esperienza unica in Italia della provincia di Trento con 11mila aziende associate al Codipra


Pai

Le sempre più repentine modificazioni climatiche con eccessi in ogni campo: grandine, vento, brina, gelo, piogge hanno obbligato gli imprenditori a modificare il modo di gestire le aziende agricole.

Se una volta si assisteva assai raramente a delle grandinate, ormai i fenomeni di eccessi atmosferici sono una costante, di conseguenza coloro che conducono un’azienda agricola non possono prescindere dalla sottoscrizione di una copertura assicurativa, o in alternativa, nei Comuni altamente grandinigeni, dalla copertura con reti anti grandine. Chi, negli ultimi anni, ha rischiato non coprendo le proprie produzioni con polizza assicurativa si è pentito amaramente.

I produttori trentini lo hanno capito perfettamente, i dati presentati a fine anno dal Consorzio di difesa (Codipra) dimostrano, ancora una volta, come il Trentino sia una terra dove gli imprenditori agricoli, siano essi professionali che part-time, hanno dimostrato una notevole maturità nella tutela dei loro redditi puntando ad un’assicurazione dei prodotti contro le calamità atmosferiche. Prova ne sia il fatto che a fronte di un 16% delle aziende agricole assicurate a livello nazionale, (dato medio), in Trentino la percentuale sale ad oltre il 60%.

Le aziende agricole associate al Codipra, fra professionali e part-time, superano le 11mila, e nel 2015 hanno assicurato i loro prodotti e il loro bestiame per un valore di 480 milioni di €. La quota di contributo che arriva alla Provincia di Trento equivale al 10% dell’intero budget nazionale.

Si tratta per il Trentino di un record assoluto per numero di aziende assicurate e per quintali di prodotto. Altro dato interessante: la quasi totalità delle polizze sottoscritte dagli agricoltori copre l’insieme delle avversità che vanno ben oltre la grandine come alluvioni, pioggia, vento forte, brina siccità e gelo. «Il valore dei premi per le polizze ammesse al piano nazionale approvato dal Mipaaf – afferma il direttore del Codipra Andrea Berti – è stato pari a 35 milioni di €. Dal 2015 è cambiata la normativa, l’aliquota contributiva è passata dall’80% al 65% della spesa ammessa, di conseguenza i produttori hanno pagato qualcosa in più, il 43% (comprensivo di costo di adesione al Fondo sotto soglia, Fondo fitopatie e costi di funzionamento) in base alle nuove norme imposte a livello europeo per un totale di poco superiore ai 15 milioni di €. Al fine di contenere al 23% l’aumento, sono state modificate le aliquote e le franchigie del Fondo sotto soglia».

milioni sborsati dai produttori per assicurarsi nel 2015, hanno incassato 31 milioni relativi ai danni da calamità atmosferiche, contro i 37 incassati per i danni nel 2014, anno più grandinigeno. Altri 2,9 milioni sono stati incassati per le liquidazioni dei danni sotto soglia in base al Fondo mutualistico proposto da Codipra. Il grosso dell’intervento per quanto riguarda le polizze riconosciute a livello nazionale, Io paga l’Ue per un importo di oltre 22 milioni e 700mila €. Lo Stato interviene solamente per una piccola quota che riguarda le serre per 40mila €. La Provincia dal canto suo ha provveduto ad anticipare ad Appag 12 milioni per liquidare i produttori in attesa dell’arrivo dei fondi europei da Roma. Inoltre la Provincia interviene con un contributo nel pagamento dei premi per le polizze accese dagli allevatori che hanno assicurato 18mila vacche da latte e per sostenere il costo delle polizze accese dai soci conferenti delle cooperative per i mancati o ridotti conferimenti di prodotto e per le polizze a copertura dei danni da fitopatie (“scopazzi”, sharka e flavescenza dorata).

Questi risultati, che mettono il Trentino in cima alle provincie italiane, sono merito oltre che della maturità dei produttori anche della capacità dei vertici del Codipra che hanno saputo negoziare con le compagnie di assicurazione delle tabelle per il riconoscimento dei danni che sono sempre più vicine al prezzo commerciale dei prodotti danneggiati in conseguenza, non solo della perdita del prodotto, ma anche della qualità dello stesso. In passato la situazione era molto diversa e per questo gli agricoltori facevano fatica ad assicurarsi.

Va poi rilevato che il Trentino è stato antesignano anche per copertura dei danni non compresi nella polizza standard inventando delle soluzioni di gestione del rischio che vanno a coprire il danno sotto soglia del 30%, oltre ai danni indiretti subiti dalle cooperative agricole per i mancati conferimenti o per la frutta fortemente danneggiata. Per tutte queste attività sono stati costituiti i Fondi di mutualità sui quali è intervenuta la Provincia. Alla gestione di questi Fondi partecipano tutte le realtà che, a vario titolo, si occupano della valorizzazione del prodotto agricolo, Apot, Cavit, Op, Organizzazioni sindacali, Provincia. «Il dato interessante che dimostra la maturità dei produttori trentini è quello che evidenzia come il valore del prodotto assicurato sia cresciuto in modo esponenziale: dal 2001 al 2015 è passato da 121 a 480 milioni di valore – sottolinea il presidente del Codipra Giorgio Gaiardelli – dimostrando così di aver capito molto bene l’importanza dell’assicurazione per chi fa l’imprenditore professionale ma anche di quello part-time».

 

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