Fitopatologia vulnerabile

L’impatto di clima, normativa e specie aliene


FITOSANITARI

Cambia il clima e la maggiore virulenza e precocità di parassiti e patologie mette in crisi le strategie di difesa. Cambia il quadro normativo e il percorso per la registrazione degli agrofarmaci diventa più complesso e costoso. Cala l’attenzione delle istituzioni e l’Italia si scopre esposta alle continue invasioni di specie nocive aliene. La Fitopatologia del XXI secolo è un settore sempre più vulnerabile ma il mondo della ricerca non getta la spugna. Sono stati oltre 200 i lavori presentati alla 27a edizione delle Giornate Fitopatologiche tenute dall’8 all’11 marzo a Chianciano (Si).

Il tradizionale appuntamento organizzato da Agostino Brunelli e Marina Collina del Dip. di Scienze agrarie dell’Università di Bologna, assieme ad Agrofarma e Ibma-Italia ha fatto il punto sui nuovi scenari che caratterizzano la difesa delle piante. Sul fronte normativo la novità più corposa viene dai prodotti “candidati alla sostituzione”. Maria Grazia Camisa di Agrofarma ha ribadito che non si tratta di revoche. A un anno dalla pubblicazione della prima lista di 77 sostanze attive il processo di valutazione comparativa (prevede autorizzazioni che durano solo 7 anni invece che 10) non è ancora iniziato. Lo specifico allegato del Reg. 1107 è ancora vuoto e l’Italia non ha ancora le proprie linee guida. Maggiori le preoccupazioni che vengono dal fronte climatico. Il nostro è uno dei Paesi più esposti agli effetti del global warming e Vittorio Marletto di Arpae Idrometeoclima di Bologna ha illustrato le proiezioni di modelli che prevedono un incremento delle temperature medie da qui al 2100 tra 2,5° e 5°. Qual è l’effetto sulla difesa? Ilaria Pertot della Fondazione Mach lo ha simulato attraverso un approccio che utilizza modelli previsionali, webgis e un database dinamico di mappe meteoclimatiche. L’effetto sull’interazione tra pianta e parassiti non è scontato. Il ciclo della tignoletta della vite ad esempio sarà caratterizzato da una generazione in più, la quarta, ma il riscaldamento climatico determinerà anche un accorciamento del ciclo vegetativo della vite, che sfuggirà a suoi attacchi. Anche per l’oidio le simulazioni hanno evidenziato temperature superiori al range ottimale per il patogeno, ma ideali per funghi tossigeni come Aspergillus carbonarius: ciò esporrebbe il Trentino a maggiori contaminazioni nel vino da ocratossina A. Ma il nostro Paese non deve fare i conti solo con i parassiti tradizionali. Le specie aliene invasive (in foto Popillia japonica) che causano danni in Europa sono oltre 1300 (fonte Progetto Daisie) e il costo globale dei danni supera l’astronomica cifra di 1400 miliardi di dollari (fonte Cbc). Bruno Caio Faraglia del Servizio fitosanitario centrale ha evidenziato come Il Reg. 1143 abbia rafforzato le azioni di prevenzione ma il nostro Paese è solo all’ottavo posto per numero di intercettazioni in Europa (al primo il Regno Unito).

Per Vito Savino dell’Università di Bari esperienze su patogeni da quarantena come la Xylella mostrano che occorre fare di più: servono reali controlli all’import, normative precise, gruppi di lavoro costituiti da veri esperti e soprattutto una chiara volontà politica.

 

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