Fertilizzanti, l’Istat sforna i dati 2015

Ma i numeri non fotografano il mercato


sensori

Nei giorni scorsi l’Istat ha diffuso i dati relativi alla rilevazione sui consumi di fertilizzanti nel 2015, all’indirizzo http://agri.istat.it/sag_is_pdwout/jsp/NewDownload.jsp?id=3A|5A è possibile scaricare il dettaglio di ciascun comparto.

Nella tabella riportiamo le macrocategorie dei concimi e un raffronto con l’anno precedente. Come già segnalato in passato, permangono le perplessità su validità e reale utilità dei dati Istat che, anche nel 2015, ci sembrano sottostimati in quasi tutti i comparti. È ormai dalle rilevazioni 2012 (3,1 milioni di tonnellate) che la raccolta Istat non riesce più a fotografare il reale consumo italiano. Le responsabilità sono da ricercarsi tra coloro che non rispondono alle richieste dell’Istituto di statistica così come tra quelle aziende che, per volere o per sbaglio, forniscono dati errati. Potrebbero anche esserci “convenienze” socio-politiche volte a disegnare un’Italia agricola virtuosa e orientata a un drastico ridimensionamento nell’uso dei mezzi tecnici. Un esempio è il dato Istat relativo ai consumi di azoto: nel 2012, nel Nord Italia, se ne distribuivano 155 kg/ha, scesi nel 2015 a poco più di 100, con una flessione di circa il 30%. Se tale riduzione fosse stata effettiva, sarebbero giustificabili le attuali produzioni cerealicole? Riteniamo comunque utile il lavoro di raccolta dati. Tuttavia gli operatori del settore devono saperli leggere e interpretare considerando il margine d’errore cui sono soggette tutte le rilevazioni basate su dichiarazioni volontarie.


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