Filiera del grano duro per pasta al 100% pugliese

L’esperienza della coop Apricena (Fg) nel progetto “Granoro Dedicato”


Aerea Apricena

Aumento delle rese, miglioramento della qualità, fruizione di un servizio continuo di assistenza tecnica, certezza di vendita, prezzo più remunerativo, esenzione dal pagamento delle spese di stoccaggio del grano duro. Sono i vantaggi per gli agricoltori soci della Cooperativa agricola fra coltivatori di Apricena (Fg) che hanno firmato con essa un contratto di coltivazione di grano duro nell’ambito di un accordo di filiera tra cooperativa, molino De Vita di Casalnuovo Monterotaro (Fg) e pastificio Granoro di Corato (Ba). Accordo che ha dato vita al progetto “Granoro Dedicato” per la produzione della prima pasta ottenuta da grani duri al 100% coltivati in Puglia, cioè da una materia prima di altissima qualità certificata e tracciata dal campo alla tavola. Pasta della quale la Regione Puglia garantisce l’autenticità attraverso la concessione del marchio “Prodotti di Qualità Puglia”.

Proprio tali indubbi vantaggi, come afferma Michele Nargiso, direttore della cooperativa, un numero crescente di agricoltori è stato spinto a firmare i contratti di coltivazione. Partiti in poche decine nell’annata 2012-2013 con l’obiettivo di arrivare a produrre e fornire al molino 20mila q di grano duro, sono diventati più di 80, che nell’attuale campagna hanno stipulato contratti per una superficie complessiva di 1.295 ettari, in terreni di pianura o bassa collina e di medio impasto-argillosi dislocati fra Apricena e altri paesi a nord di Foggia, e per una fornitura prevista di 40-50mila q di grano duro. Di fronte a un mercato volatile, si sentono giustamente allettati dalla prospettiva di vendere il grano duro a un prezzo remunerativo, stabilito sulla base di due importanti criteri: la definizione del prezzo minimo di vendita legato alla borsa merci di Foggia e le premialità legate al contenuto in proteine, che crescono, a partire dal 13,50%, per scaglioni dello 0,50%».

Tutele per gli agricoltori

E si tratta di un prezzo pieno, poiché gli agricoltori vengono esonerati, per il grano coltivato per l’accordo di filiera, dal pagamento delle spese di stoccaggio presso i silos della cooperativa.

«La cooperativa stocca tutto il grano duro ed effettua consegne mensili al molino da giugno a maggio dell’anno successivo. Per incentivare gli agricoltori ad aderire ai contratti di coltivazione, il pagamento dello stoccaggio non è a loro carico, ma rientra nel contratto di consegna firmato con il molino nell’ambito dell’accordo di filiera. Così l’agricoltore si sente più tutelato!».

Per gli agricoltori le tutele non si esauriscono nelle migliori condizioni di pagamento, sottolinea Nargiso. «L’accordo di filiera dimostra che, pure in una campagna granaria disastrosa in termini quantitativi e qualitativi come quella del 2014, attraverso gli accordi di filiera si può produrre grano duro di qualità in Puglia e in Italia. Malgrado l’andamento climatico sfavorevole durante la maturazione e le piogge continue nel periodo della raccolta, che l’hanno fatta slittare di diversi giorni, gli agricoltori impegnati con i contratti di coltivazione hanno ottenuto produzioni soddisfacenti poiché potevano contare su piante robuste e sane e hanno saputo monitorare e gestire bene la coltura in quei momenti difficili. L’annata 2013-2014 è stata una delle peggiori degli ultimi dieci anni, con livelli proteici del grano duro molto bassi. Invece questi agricoltori, grazie alle buone pratiche agronomiche adottate e stimolati dalle premialità che la filiera Dedicato garantisce loro, hanno ottenuto risultati più che soddisfacenti in termini quanti-qualitativi, con valori proteici sulla granella superiori al 14,5%».

Un risultato eccellente, per Nargiso, che dimostra «l’utilità degli accordi di filiera, i quali garantiscono la cura e il controllo di ogni fase della produzione e la certezza di acquisto del prodotto finale. A monte di questo risultato c’è un severo disciplinare di produzione del grano duro di qualità pugliese, voluto dalla Regione Puglia e redatto da un gruppo di esperti composto da rappresentanti della Regione e da agronomi del Cra-Centro di ricerca per la cerealicoltura di Foggia. Gli agricoltori sono tenuti a rispettarlo, in modo da applicare le tecniche di coltivazione idonee a garantire alla filiera un grano con caratteristiche qualitative superiori, oltre che al 100% pugliese. L’accordo di filiera, a differenza di altri, non impone una varietà specifica all’agricoltore, ma gli consente di scegliere fra le varietà più adatte all’areale di produzione, anche se decise e coordinate dal ricercatore del Cra-Foggia Fernando Di Chio, agronomo del progetto “Granoro Dedicato”, purché utilizzi sementi certificate».

Varietà autoctone e terreni freschi

Nell’annata scorsa le varietà seminate con l’accordo di filiera sono state Sfinge, Iride, Saragolla, Core, Ignazio e Simeto. «Fra queste spicca Sfinge, varietà autoctona, selezionata e sviluppata dal Cra di Foggia, mantenuta in purezza e commercializzata dalla cooperativa, che da sola copre oltre il 30% della superficie soggetta ai contratti di coltivazione e ha registrato ottimi risultati in termini di produzione e qualità. A breve saranno inserite nel progetto altre varietà in corso di sviluppo presso il Cra di Foggia che potrebbero crescere se dovessero trovare consenso fra gli agricoltori».

Altri obblighi sanciti dal disciplinare per gli agricoltori, aggiunge Nargiso, sono «l’utilizzo di terreni “freschi”, non sfruttati, soggetti a rotazione obbligatoria con oleaginose o leguminose, un’adeguata concimazione di fondo, il diserbo in post emergenza, il trattamento fungicida alla spigatura. Sono obblighi che gli agricoltori devono assolvere con rigoroso impegno, benché supportati dai nostri agronomi. E tuttavia cerchiamo di coinvolgere il maggior numero possibile di produttori, anche piccoli e medi, affinché acquisiscano una mentalità nuova, cioè produrre quantità e qualità rispettando precise regole. Infine alla raccolta il grano duro viene stoccato dalla cooperativa in sili appositi, identificando la merce dei soci produttori e suddividendola in classi di proteine».

Lungo tutto l’arco della filiera l’organo di controllo nominato dalla Regione Puglia verifica e certifica l’autenticità del prodotto e la corretta produzione e trasformazione della materia prima, il grano duro. «Un’ottima pasta – conclude Nargiso – deriva dall’utilizzo di semola di alta qualità. Solo da un eccellente grano duro si può ricavare una semola ad alto contenuto proteico, importante affinché la pasta la si senta tenace ed elastica alla masticazione. Proprio come la pasta “Granoro Dedicato”. Dedicato, ovviamente, alla nostra terra, pugliese e in particolare foggiana».


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