Fertirrigazione, un adeguato dimensionamento dell’impianto

Superficie e portata del settore irriguo sono strettamente interconnesse con la concentrazione della soluzione “madre” e della soluzione finale sulla pianta


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L’ottimale riuscita di un piano di fertirrigazione comincia dalla fase di progettazione dell’impianto microirriguo e delle attrezzature per la solubilizzazione dei concimi e iniezione della soluzione concentrata.

Proporzionale e quantitativa

Un impianto progettato in modo razionale e corretto ci permette di attuare una fertirrigazione definibile di tipo proporzionale, che consente di dosare la quantità di concime in modo proporzionale al volume di adacquamento del settore irriguo e gestendo in modo mirato la concentrazione che arriva a contatto con l’apparato radicale (g/l). Con la fertirrigazione di tipo quantitativo ben difficilmente si può gestire, in modo controllato e durante tutto il tempo di fertirrigazione, la concentrazione di concime nella soluzione a contatto con l’apparato radicale, limitando notevolmente tutte le potenzialità nell’ottimizzare la nutrizione idrico-minerale, se non addirittura incorrendo in rischi di fitotossicità per eccessi di salinità indotta. Solitamente con la fertirrigazione di tipo quantitativo si verifica un progressivo aumento della salinità verso la periferia della cipolla di bagnatura, fenomeno che può determinare rischi di fitotossicità e potenziali antagonismi fra gli elementi nutritivi. Il requisito primario per mettere in pratica la fertirrigazione di tipo proporzionale è poter solubilizzare in modo corretto i concimi e poter iniettare nell’impianto in modo calcolato la soluzione concentrata che si è ottenuta: proprio per questo motivo è determinante la scelta delle attrezzature per la solubilizzazione e iniezione, che devono essere correlate alla dimensione e portata dei settori. La fertirrigazione di tipo quantitativo si caratterizza dall’uso di “fertirrigatori” definibili anche più propriamente “miscelatori” a pressione differenziale costituiti da capienti recipienti di acciaio zincato; in tali recipienti si immette il concime allo stato solido e tramite il flusso forzato dell’acqua che li attraversa, grazie ad un tubo di entrata ed uno di uscita, il concime stesso viene parzialmente solubilizzato e trascinato all’interno dell’impianto. Condizione necessaria, ma da sola non sufficiente, per aver fatto una buona fertirrigazione con l’approccio quantitativo è che alla fine della fertirrigazione aprendo il recipiente non vi sia più del concime indisciolto come residuo: questo evidenzia che in una certa unità di tempo si è distribuita una certa “quantità” di acqua e di concime ma senza avere il controllo dell’andamento della salinità nella cipolla di bagnatura e di eventuali interazioni negative fra gli elementi nutritivi che possono essere accadute nella zona dell’apparato radicale.

Utilizzare le tradizionali botti adoperate per i trattamenti antiparassitari, sciogliendo il concime e iniettando la soluzione concentrata in poco tempo (15÷30 minuti) nell’impianto di irrigazione non è la modalità corretta di fare una fertirrigazione di tipo proporzionale. È una vana illusione pensare che la soluzione concentrata così immessa nel terreno possa diluirsi con l’acqua che verrà successivamente immessa dall’impianto microirriguo per raggiungere la concentrazione voluta a livello di apparato radicale: se non si è ecceduto nella concentrazione e nella quantità complessiva d’acqua si può presumere che tale concimazione liquida sia più efficiente dell’uso dei tradizionali concimi granulari, ma mai quanto una corretta fertirrigazione proporzionale. Se si vogliono utilizzare le botti adoperate per i trattamenti per fare la fertirrigazione al posto dei Dissolver (solubilizzatori professionali) si deve almeno tarare l’iniezione della soluzione concentrata, o utilizzare dei contalitri, così che avvenga la fertirrigazione nel tempo ritenuto necessario così da evitare eccessi di salinità.

La giusta concentrazione

Per l’ottimale nutrizione idrico-minerale risulta senza dubbio fondamentale la scelta del tipo di concime e della sua concentrazione nella soluzione a contatto con l’apparato radicale. I concimi idrosolubili sciolti in acqua ne incrementano la conducibilità elettrica (mS/cm) in modo proporzionale alla loro concentrazione, potendo di conseguenza aumentare la salinità nella cipolla di bagnatura. In termini generali si può affermare che 1 g/l di concime in soluzione può corrispondere a circa 1 mS/cm di conducibilità. L’efficienza nell’assorbimento radicale data dalla massima quantità di elemento nutritivo assorbito rispetto la quantità apportata è in funzione della concentrazione nella soluzione e risulta essere ottimale con medio-basse concentrazioni, che possono essere gestite con la fertirrigazione proporzionale a differenza della fertirrigazione quantitativa o con concimazioni granulari tradizionali. In tali situazioni la pianta assorbe maggiori quantità degli elementi apportati potendo così gestire una nutrizione sostenibile e di precisione. Parimenti non bisogna eccedere nella concentrazione della soluzione poiché utilizzando ripetutamente acque con elevata concentrazione (g/l) si potrebbe avere un decremento del potenziale produttivo o della crescita delle piante, sia per azione diretta che per salinizzazione del terreno. In termini generali è sempre bene iniziare in primavera gli interventi a concentrazioni medio-basse (0,5÷1 g/l) per poi aumentare durante la stagione fino a raggiungere anche concentrazioni alte nelle fasi di maturazione e riposo vegetativo (1,5÷3 g/l).

Criteri di realizzazione

Dopo avere definito il piano di concimazione in funzione degli obiettivi produttivi (apporto di unità fertilizzanti per fase fenologica e tipo di concimi) si deve calcolare la quantità di concime da sciogliere (kg/100 litri), il volume finale della soluzione e i tempi di fertirrigazione, che sono sono strettamente correlati alle caratteristiche dell’impianto fertirriguo [volume di adacquamento totale del settore (mc/h) e portata della pompa di iniezione della soluzione concentrata (l/h)] e alla voluta concentrazione finale sulla pianta (g/l).

La procedura da seguire è la seguente:

  1. Definire il piano di fertirrigazione [modulando per fase fenologica la dose di concime (kg/ha) e il numero previsto di interventi)];
  2. Calcolare la portata (volume di adacquamento in mc/h) del settore irriguo (la portata per metro lineare dell’ala gocciolante viene moltiplicata per la lunghezza in metri dell’ala gocciolante del settore);
  3. Impostare la concentrazione di concime voluta sulla pianta (g/l);
  4. Modulare la portata della pompa di iniezione della soluzione concentrata per ottenere la quantità di concime da sciogliere (kg/100 litri) ammissibile con il tipo di concime e temperatura dell’acqua;
  5. Controllare sia il volume finale della soluzione concentrata (in funzione anche della dose complessiva di concime per settore) sia che i tempi di fertirrigazione siano coerenti con la disponibilità idriche, tempi di lavoro e con le necessità di acqua della coltura (facendo attenzione a non apportare una quantità di acqua tale da innescare fenomeni di lisciviaggio portando il concime ad una profondità maggiore della zona esplorata dall’apparato radicale);

Per adattare al meglio il piano di fertirrigazione si potranno modificare i seguenti parametri:

–   concentrazione finale voluta sulla pianta (g/l);

–   portata della pompa di ferti-iniezione (l/h);

–   dose di concime per ogni fertirrigazione (kg/ha).

Cambiando i parametri sopra menzionati saranno modificati i tempi di fertirrigazione, concentrazione della soluzione madre, volume del contenitore dove sciogliere il concime (tab. 1 e tab. 2).

Tabella 1

Tabella 2

Calcoli per la Fertirrigazione di tipo Proporzionale

1 – Concentrazione finale della Soluzione Concentrata che verrà iniettata (in funzione della concentrazione voluta (g/l) e della portata della pompa di iniezione della soluzione madre stessa)

Q settore = portata del settore irriguo (l/h)

Q pompa iniezione = portata pompa fertirrigazione (l/h)

F = concentrazione di concime desiderata nella soluzione a contatto delle radici (g/l)

Q settore

———————— x F x 10-1 = [C] della soluzione concentrata (kg/100 litri)

Q pompa iniezione

2 – Quantità di concime da sciogliere in 100 litri di acqua per ottenere la Soluzione Concentrata che verrà iniettata; tale calcolo è reso necessario poiché si ha un aumento di volume della quantità di acqua nella quale si scioglie il concime ottenendo una volume di soluzione finale che verrà iniettato con la pompa di iniezione maggiore del volume di acqua iniziale senza concime; per ottenere tale dato si devono calcolare il volume finale della soluzione da iniettare (l) e il conseguente volume del concime in soluzione di acqua dove sciogliere il concime (l).

D Concime = quantità di concime da somministrare in fertirrigazione nel settore (kg)

[C] soluzione concentrata = concentrazione della soluzione “madre” che verrà iniettata (kg/100 litri).

K = coefficiente volumetrico di solubilizzazione specifico per concime, può oscillare tra 0 e 1 (solitamente si può considerare 0,3÷0,5 per i tradizionali concimi idrosolubili NPK, con tale coefficiente si intende la resa in volume di soluzione dato dallo scioglimento del concime).

[ ( 100 x D Concime ) / [C] soluzione madre ] = Volume finale della soluzione da iniettare (l)

D Concime

———————————————— x 100 =
concime da sciogliere
(kg/100 litri)

(Vol. finale sol. da iniettare) – (Vol. concime in sol. madre)

 

(*) ProgettoNatura – Studio Associato

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