Fagiolino, con l’ala piovana efficacia e tempestività

L’esperienza di Pierfrancesco Venturi dell’azienda specializzata in colture orticole di pregio a Montone (Ra)


fagiolino

Quando viene modificato l’ordinamento colturale l’adeguamento del metodo irriguo diventa un momento importante per il rilancio della competitività aziendale. L’azienda agricola Montone srl, presente da decenni sul territorio del Ravennate, ne è un fulgido esempio.

Storicamente l’azienda si è da sempre dedicata alla frutticoltura, ma circa tre anni fa ha messo in atto una scelta radicale convertendosi alla produzione di colture orticole di pregio. Con la conversione anche le esigenze irrigue sono cambiate. Infatti, l’azienda ha dovuto adottare sistemi specifici per le nuove colture, sostituendo linee gocciolanti e irrigatori soprachioma con rotoloni dotati di ali piovane o irrigatori.

Nell’azienda colpisce in particolare l’importanza e la specificità dell’irrigazione nella coltivazione del fagiolino a cui, ogni anno, vengono destinati circa 45 ha di superficie. «Il fagiolino è una coltura molto esigente e l’irrigazione ricopre un ruolo fondamentale per ottenere un prodotto in quantità e qualità accettabili – ha spiegato Pierfrancesco Venturi amministratore dell’azienda –. È importante che la coltura non vada mai in stress idrico, altrimenti la produzione lorda vendibile potrebbe risentirne fortemente».

Anche il sistema irriguo impiegato gioca un ruolo molto importante, infatti l’impiego del rotolone con ala piovana è frutto di una scelta molto attenta. «Abbiamo scelto di utilizzare l’ala piovana perché secondo noi presenta numerosi vantaggi. In primo luogo, richiedendo solo 2,5 atmosfere di pressione in ingresso alla macchina ci consente di contenere i consumi energetici e quindi ridurre le spese».

 

Ridotta influenza del vento

Venturi ha precisato inoltre che nell’ottica del risparmio energetico sono state scelte macchine con tubo di grande diametro (110 mm per 500 m di lunghezza) per contenere le perdite carico e mantenere una buona capacità di lavoro. «In secondo luogo, – continua Venturi – l’ala piovana richiede un impego limitato di manodopera sia durante il funzionamento che durante la movimentazione».

 

 

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