Export in crescita per Dop e Igp guidate dall’Aceto Balsamico

Uno studio di Qualivita fa il punto sulle denominazioni di qualità italiane. La carne e i formaggi a rappresentare l’84% del valore tra Dop e Igp


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Crescono addirittura in doppia cifra i numeri dei prodotti italiani a indicazione geografica destinati all’esportazione. Tra questi primeggiano sugli ortofrutticoli i formaggi, rappresentati in primis da Grana Padano e Parmigiano Reggiano, le carni ma soprattutto l’Aceto Balsamico di Modena Igp. È quanto emerge da uno studio di Qualivita sul settore delle Dop e Igp e un approfondimento proprio sull’Aceto Balsamico di Modena Igp.

Food e wine italiani conquistano il mondo

In un contesto europeo dove le indicazioni geografiche sono in continua crescita e legate soprattutto nel recente periodo ai prodotti food, dal momento che nel comparto del vino deve la sua stabilità a sistemi di classificazione ormai consolidati da molto tempo, sono soprattutto le nazioni mediterranee a fare la parte del leone, infatti solo loro (Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia) detengono il 70% delle denominazioni del comparto food e l’80% di quello wine.  L’Italia tra queste è poi lo stato con il primato assoluto d’indicazioni geografiche con i suoi 293 prodotti food registrati, 523 vini e 39 “spirits”. Aumentando il dettagli a livello regionale è l’Emilia-Romagna a guidare la classifica della regione con maggior numero di Dope d Igp del comparto food, 45 in tutto, seguita dalle 38 del Veneto, le 36 della Lombardia, mentre per il vino Piemonte e Toscana sono le regioni con il maggior numero di riconoscimenti.

Queste filiere produttive costituiscono certamente una ricchezza dal punto di vista economico, dal momento che rappresentano il 54% della superficie agricola complessiva, dando lavoro a 250mila persone tra agricoltori, produttori e trasformatori.

Nel comparto food certamente i prodotti ortofrutticoli sono numericamente parlando quelli più rappresentati, ma sotto il punto di vista del giro d’affari sono la carne e i formaggi a rappresentare l’84% del valore tra Dop e Igp. Sono poi sempre i formaggi, eccezion fatta per l’Aceto Balsamico di Modena Igp, a rappresentare il vertice dei prodotti più esportati. Bisogna poi considerare che i tassi d’esportazione crescono vertiginosamente a doppia cifra, con i paesi Ue, guidati da Germania e Francia, come sbocco principale per i nostri prodotti seguiti dagli Usa.

Crescono poi al contempo anche le esportazioni di vino italiano Dop e Igp, con i vini fermi a rappresentare la parte più significativa delle esportazioni vinarie, sebbene siano gli spumanti a rappresentare in termini di performance gli incrementi più rilevanti.

Il caso dell’Aceto Balsamico di Modena Igp

Con i suoi 94 milioni di litri prodotti in un anno da 73 acetaie per una valore della produzione dei 400 milioni di euro di valore alla produzione e un miliardo di valore al consumo l’Aceto Balsamico di Modena Igp è il prodotto food italiano tra Dop e Igp più esportato. A oggi l’unica categoria riconosciuta dal disciplinare è quella etichettata come “invecchiato”, che deve permanere in botte per almeno tre anni. Nonostante questo il disciplinare è abbastanza elastico da permettere alle varie acetaie di offrire aceti molto differenti tra loro e proprio da questo fatto deriva una forbice dei prezzi molto ampia.

Il mercato principale dove vengono indirizzate le esportazioni è quello statunitense, che da solo assorbe un quarto dell’aceto balsamico commercializzato, a cui seguono Germania, Francia e Italia. Ma il favore riscontrato all’estero da questo prodotto non è certamente casuale, infatti il Consorzio di tutela dell’Aceto Balsamico di Modena Igp realizza campagne stampa su riviste e sia generalista che di settore, partecipa a eventi e fiere tanto in Italia quanto all’estero, coordina appuntamenti annuali di grande interesse per il pubblico come “Acetaie aperte”, partecipa a programmi di promozione comunitari, nazionali e regionali ed è presente su internet sia attraverso un sito web che ai social network.

Il mercato dei prodotti trasformati

I prodotti trasformati possono rappresentare potenzialmente una grande opportunità per le Dop e Igp italiane, ma occorre fare attenzione che ciò non provochi uno scadimento della percezione da parte del consumatore da parte del valore reale del prodotto. Nel caso specifico dell’Aceto Balsamico di Modena Igp il Consorzio ha rilasciato approvazioni per 1.146 prodotti principalmente relativi a creme e condimenti.

Ai prodotti trasformati vengono destinati quasi 20 milioni di aceto balsamico, pari al 21% dell’aceto prodotto. Passando poi a prendere in considerazione il valore dei prodotti trasformati si nota che il valore al consumo di questi ha un giro d’affari stimato in 1,3 miliardi di euro.


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