Un caso di comproprietà indivisa

Senza divisione consensuale bisogna ricorrere a quella giudiziale

Domanda

Sono erede al 33,3% di tutta la proprietà, unitamente a mia madre e mio fratello, e non c’è accordo sulla divisione.
Attualmente sia io che mio fratello abbiamo costruito le nostre abitazioni sul terreno che appartiene a tutti e tre e spesso nascono dei dissidi sul godimento di queste abitazioni poichè mio fratello pretende di avere la proprietà sull’immobile che ho costruito io.
Visto che la mia casa è stata edificata dopo che è deceduto il mio genitore e che l’ho costruita solo con il mio denaro, può mio fratello pretendere l’uso di una parte della casa? Come si può risolvere il problema divisorio se non c’è alcun accordo tra di noi?

Risposta

Diciamo che il fratello del lettore ha parzialmente ragione nel senso che tutte le costruzioni eseguite sul fondo appartengono in comune ai comproprietari pro indiviso del fondo stesso, cioè, nel caso, al lettore, al fratello e alla madre nella loro qualità di coeredi e, quindi, nella misura del 33,3% ciascuno.
L’art. 934 del codice civile dispone difatti che “qualunque piantagione, costruzione od opera esistente sopra o sotto il fondo appartiene al proprietario di questo”. Gli articoli successivi disciplinano alcuni casi particolari (costruzioni eseguite dal proprietario con materiali altrui, costruzioni eseguite dal terzo con materiali propri ecc.), che però non incidono su questo principio fondamentale, che si applica tanto alle costruzioni preesistenti all’acquisto (nel caso alla successione) quanto a quelle successive.
Diciamo che i coeredi avrebbero fatto meglio prima a dividere il fondo ricevuto in eredità poi a effettuare nuove costruzioni. Comunque cosa fatta capo ha. Adesso, se non è possibile addivenire ad una divisione consensuale (che potrebbe comportare un notevole risparmio di spese), dal momento che ogni comproprietario ha diritto di procedervi nonostante l’opposizione degli altri, non resta che realizzare tale diritto ricorrendo al Tribunale con la richiesta di divisione giudiziale. In quella sede ovviamente si potrà e dovrà tenere conto (provvederà il giudice sulla base dei documenti e, con ogni probabilità, disponendo consulenza tecnica) anche delle spese sostenute dai vari interessati.
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Autore: Francesco Mario Agnoli 5 dicembre 2016