Aprire un agriturismo in Puglia

I requisiti necessari per una società

Domanda

Sto valutando l’idea di avviare un agriturismo in una masseria in Puglia.
L’immobile è stato ristrutturato in parte come casa rurale, nella restante parte si vuole realizzare un’ulteriore ristrutturazione con 4-6 camere da adibire, appunto, ad agriturismo.
Il terreno circostante, pari a 20 ettari, riceve i contributi regionali, per la maggior parte si tratta di seminativo non coltivato, ad eccezione di 1 ettaro di uliveto.
La proprietà è posseduta attraverso una società semplice agricola, costituita 10 anni fa al momento dell’acquisto del bene costituita. Nessuno dei soci (almeno per ora) è imprenditore agricolo, coltivatore diretto, Iap etc.
Chiedo se la società e i suoi soci possiedono i requisiti per la richiesta dell’apertura dell’agriturismo.
Ci pare di capire che la legge regionale di riferimento sia la n. 42 del 2013. Di tale legge, non ci è molto chiaro l’articolo 4, comma 1 e 2. Inoltre, ci sembra interessante la previsione di cui all’art. 4 comma 7 (ospiti inferiori a 10) per la valutazione dell’attività agricola prevalente.

Risposta

Dalla Legge nazionale n. 96/2006 si evince che per lo svolgimento dell’attività agrituristica occorre possedere questi requisiti:
1. soggettivo: essere imprenditore agricolo di cui all’art. 2135 cc, anche in forma di società di capitali o di persone, oppure associati tra loro;
2. oggettivo: possedere un’azienda agricola in proprietà, usufrutto, affitto o comodato, che permetta il rispetto del rapporto di connessione e complementarietà con lo svolgimento delle normali attività agricole.
Tali requisiti sono richiamati da tutte le Leggi regionali, compresa la Legge regionale pugliese n. 42 del 2013.
Dalla lettura della visura Cciaa la società semplice ha quale oggetto sociale lo svolgimento delle attività agricole, quindi il primo requisito è pienamente soddisfatto; non è giuridicamente necessario, per lo svolgimento dell’attività agrituristica, che nella sua compagine sociale ci sia un socio imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto, anche se può essere indubbiamente interessante acquisire tale qualifiche per, ad esempio, partecipare a dei bandi del Psr e, quindi, ottenere dei contributi (per la ristrutturazione dell’immobile, per lo sviluppo dell’attività agricola con l’acquisto di nuove attrezzature, ecc...).
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Autore: Rosaria Traverso 11 ottobre 2016