Embargo Xylella barbatelle da sbloccare

Bruxelles fa “melina”. Per i vivai 20 pugliesi milioni di danni


Xylella

La Puglia è la regione emergente della viticoltura nazionale. Una crescita innescata da una stretta integrazione tra vivaismo, ricerca e mondo della produzione. Uno spumeggiante gioco di squadra che rischia di infrangersi contro la “melina” della burocrazia comunitaria. Il Comitato fitosanitario permanente tenuto a Bruxelles a fine settembre non ha infatti rimosso il divieto di movimentazione delle barbatelle innescato dall’emergenza Xylella, E questo nonostante lo studio presentato dal ministero delle Politiche agricole con i test di patogenicità che confermano che il ceppo di Xylella fastidiosa sub specie pauca rinvenuto in Salento e denominato Codiro non contamina la vite. Bruxelles ha preso tempo passando l’incartamento all’authority per la sicurezza alimentare di Parma. «Una non decisione – contesta Fernando Miggiano, presidente A.Vi.Vi.P. (Consorzio Vivaisti Viticoli Pugliesi) – che blocca l’attività dei vivai in un momento di massima attività per il rinnovo degli impianti». Mettendo così a rischio l’intero fatturato 2015-16 di un comparto vivaistico che in Salento conta sull’attività di 60 aziende, per una produzione di 12 milioni di barbatelle e che dà lavoro a oltre 700 addetti. Se non si sblocca al più presto la partita, la conta dei danni potrebbe raggiungere i 20 milioni di euro. «Le preoccupazioni dei vivaisti – interviene Leonardo Di Gioia, Assessore regionale all’agricoltura – non sono rimaste in alcun modo inascoltate da parte del governo regionale. A tal proposito è stato proprio il presidente Michele Emiliano a scrivere al commissario europeo alla Salute e sicurezza alimentare Vytenis Andriukatis, per chiedere di intervenire su una modifica immediata, depennando la vite dalla lista delle piante soggette alle misure anti-Xylella». La posizione dell’Efsa sarà chiarita entro la seconda decade di ottobre. A quel punto la palla tornerà a Bruxelles. A favorire una decisione immediata dell’esecutivo comunitario potrebbe contribuire anche l’avvio della seconda fase del piano di intervento anti-Xylella (si veda pag. 14 TV n. 39), con le ingiunzioni per l’abbattimento di 3mila piante di olivo (2mila nel brindisino e mille nella zona di contenimento a nord di Lecce) a fronte di indennizzi tra 98 a 146 euro per pianta (massimo 15mila ad azienda).

 

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