Embargo russo, l’Europa aiuta i suoi frutticoltori

Riconfermate con 70 milioni di euro le misure eccezionali per aiutare i frutticoltori europei colpiti dell’embargo russo


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Lo sfondo è quello dell’embargo russo verso i prodotti di frutti e ortaggi europei. La soluzione è quella di Bruxelles: prorogare ancora fino al 2018 attraverso 70 milioni di euro le misure eccezionali a favore dei frutticoltori europei colpiti da questo embargo. La proroga di questo regime va così a sommarsi a tutte le altre misure organizzate proprio per fare fronte alle decisioni russe. Nel contesto di queste misure eccezionali gli agricoltori potranno beneficiare di tassi di cofinanziamento europei più elevati rispetto a quelli delle misure di sostegno ordinarie.

Il finanziamento Ue potrà arrivare al 100% per i ritiri destinati alla “distribuzione gratuita”, cioè quando i frutti vengono consegnati in beneficenza a scuole o a enti caritatevoli. Proprio per incentivare la prima opzione, in modo tale da evitare un triste fenomeno di spreco alimentare, per tutte le altre produzioni in cui la frutta viene invece ritirata dal mercato ma non consumata, raccolta prima che maturi o addirittura non raccolta riceverà livelli di sostegno minori.

«La nuova proroga concessa –dichiara il commissario europeo per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan– costituisce un altro chiaro segnale della nostra determinazione a restare saldamente e risolutamente a fianco dei nostri agricoltori. Queste misure di sostegno vanno di pari passo con l’opera di modernizzazione e semplificazione della PAC attualmente in corso a beneficio dei nostri agricoltori e della società europea in generale».

Il regime rinnovato coprirà così un massimo di 165.835 tonnellate di frutta, che verrà a sua volta ripartita in quattro categorie: mele e pere, pesche e pesche noci, prugne e infine agrumi. Verranno poi inoltre applicati volumi di ritiro differenziati per ognuno dei 12 stati membri interessati a questa misura, per far si che il sostegno finanziario giunga ai produttori che ne hanno effettivamente un bisogno maggiore.

A riguardo di quanto appena detto i quantitativi massimi di prodotti assegnati per ogni stato membro sono riportati in questa tabella.


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