«Eima futura? A Bologna anche dopo il 2024»

Per un mercato della meccanizzazione così sofferente serve una scossa istituzionale secondo Massimo Goldoni, presidente di FederUnacoma


Eima

L’Eima appare in salute, ma il 2016 si chiuderà ancora una volta con il mercato italiano delle macchine agricole in diminuzione, con meno di 18mila trattori immatricolati. E ci si avvicina al decimo anno di calo. Sulla manifestazione bolognese, sul mercato e sullo scenario della meccanizzazione ecco la visione di Massimo Goldoni, presidente di FederUnacoma.

«Il calo del mercato interno dura ormai da due lustri e questo dimostra che la crisi del settore agricolo non è congiunturale ma strutturale. Se non si blocca il processo di dismissione delle aziende agricole e non si stabilizza il sistema delle produzioni e dei redditi, la meccanica agricola faticherà a recuperare. Al di là di questo, bisogna tenere presente che la meccanizzazione deve essere sostenuta con fondi pubblici, perché rappresenta per le imprese agricole un investimento oneroso ma nello stesso tempo necessario e strategico. I Paesi che registrano buoni tassi di crescita negli acquisti di macchine agricole hanno sempre sistemi di incentivazione pubblica. Sotto questo profilo mi sembra che il nostro Paese sia ancora poco reattivo».

Ancora l’ossimoro mercato calante-Eima trionfante. Perché il successo della manifestazione non riesce a scuotere il settore?

«L’Eima è una grande kermesse internazionale, che contribuisce in modo consistente al business delle meccanizzazione perché mette in contatto l’offerta di prodotti su scala globale con la domanda proveniente da Paesi di ogni continente. Dal punto di vista delle industrie costruttrici, l’Esposizione è esattamente questo, una piattaforma per lo sviluppo del business sui mercati esteri che assolve molto bene il proprio compito. Se pensiamo invece al mercato interno, è in effetti paradossale vedere la folla enorme di agricoltori, contoterzisti e manutentori del verde che visita i l’Eima e pensare che siamo in fase di recessione. Peraltro il mercato della meccanica agricola è molto vario e segmentato, per cui la riduzione delle vendite di trattrici o mietitrebbiatrici non significa necessariamente che non vi sia mercato per le attrezzature, la componentistica e le tante altre tipologia che vengono impiegate in agricoltura e in ambiente rurale. Il bagno di folla dimostra, comunque, la vitalità del settore primario e la dice lunga sulle potenzialità di ripresa del mercato, nel momento in cui dovessero verificarsi condizioni più favorevoli».

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