Duro, continua la serie degli anni positivi

A partire dal 2010, e anche nel 2015, quotazioni e rese consentono di coprire i costi nel Nord Italia


duro

Nell’articolo dello scorsa campagna, antecedente le semine, si evidenziava come i cerealicoltori del Nord, valutate rese, prezzo e conseguente redditività delle ultime campagne, si preparassero ad aumentare la presenza di grano duro nei loro campi, anche a discapito del tenero, elevando di circa un 20-25% le semine del duro rispetto all’annata precedente.

Prepararsi ha significato, per molte aziende agricole, la necessità di valutare attentamente la precessione colturale, lo stato di struttura del terreno, le operazioni colturali a miglior preparazione possibile del medesimo, e la gestione di fertilizzazione e difesa nelle varie fasi di accrescimento.

Ove si è avuto questo approccio, i dati di resa media del grano duro nel Nord (circa 60 q/ha) ottenuti nelle ultime campagne, si sono ripetuti.

La qualità della produzione è discreta e il prezzo di fine agosto 2015 – pur scontando una riduzione rispetto alle prime quotazioni di luglio – rimane comunque attorno ai 30 €/q. Cosa che, se dovesse permanere, porta a una significativa redditività, peraltro che segue una serie positiva ininterrotta fin dal 2010 (vedi tab. sulla serie storica di costi e ricavi).

Ma cosa ha significato la gestione del rischi produttivi relativi a una coltivazione tipica del Sud Italia negli areali attraversati dal fiume Po, rispetto alle criticità che la produzione di grano tenero esprime nello stesso contesto poderale?

Le anomalie climatiche

Nel periodo considerato (2008-2015) il clima ha evidenziato un susseguirsi di eccezionalità per ognuna delle variabili climatiche quali intensità, frequenza e volumi delle precipitazioni associate a basse temperature, contrapposte ad altre annate invece di siccità (mesi senza pioggia) combinate a ondate di calore che hanno toccato le temperature più alte degli ultimi cento anni, sia per caldo raggiunto che per numero di giornate.

Talvolta questi fenomeni estremi si sono ritrovati nello spazio temporale di una campagna, evidenziando primavere molto bagnate e fredde, seguite da estati torride e inverni senza gelate e neve.

 

* Coordinamento Agromeccanizzazione Legacoop Agroalimentare

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 36/2015 L’Edicola di Terra e Vita


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