Disoccupazione agricola compatibile con i voucher

Oltre che con i percipienti dell’indennità di mobilità, la cassa integrazione guadagni e la NASpI. La novità illustrata in una recente circolare dell’Inps


voucher

Una recente circolare dell’Inps (n. 170 del 13 ottobre) esplicita il nuovo regime dei voucher (c.d. lavoro accessorio) in merito alle compatibilità e cumulabilità con altre situazioni reddituali in specie assistenziali.

La posizione dell’Inps è di estremo rilievo e rappresenta una novità assoluta dal momento che per il settore agricolo ricomprende tra i soggetti percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito utilizzabili tramite voucher non solo i percipienti dell’indennità di mobilità, la cassa integrazione guadagni e la NASpI, ma anche coloro che percepiscono l’indennità di disoccupazione agricola; la circolare infatti ricomprende tra i percettori soggetti che ricevono l’indennità di cassa integrazione salari operai agricoli (CISOA) che con questa ultima posizione dell’istituto, pare abbiano tutti i diritti di rientrare tra i soggetti utilizzabili tramite voucher. Le imprese agricole con volume di affari superiore a € 7.000 annui possono quindi avvalersi di prestazioni accessorie, occupando studenti fino a 25 anni di età e da pensionati e soggetti che percepiscono l’indennità di disoccupazione agricola, l’indennità di mobilità, la cassa integrazione guadagni e la NASpI.

Le prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese, “in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite complessivo di 3.000 euro di compenso per anno civile, anche essi rivalutati, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito. L’Inps provvede a sottrarre al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio”.

La circolare precisa come ciò che antecedentemente aveva carattere sperimentale è divenuto strutturale. Pertanto “la nuova disciplina, che fa riferimento a redditi percepiti nel corso dell’intero anno civile (dal 1 gennaio al 31 dicembre), deve essere interpretata, nell’ottica costituzionalmente orientata di tutela del lavoratore, come applicabile anche alle fattispecie in esame sorte già nel periodo del 2015 precedente la sua entrata in vigore”….

 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 45/2015 L’Edicola di Terra e Vita


Pubblica un commento