L’agricoltore attivo e la dichiarazione annuale Iva

Obbligo se l’azienda non è in zona montana o svantaggiata


dichiarazione

Domanda

Sono un agricoltore che percepisce un aiuto Pac superiore a € 1.250; per essere “attivo” sono tenuto alla contabilità Iva anche se esonerato in quanto il volume d’affari è inferiore a € 7.000? Dal 2015 sono obbligato ad inviare la dichiarazione Iva per ottenere il contributo Pac? Chiedo se la dichiarazione Iva va inviata entro il 28/2/2016, in alternativa alla comunicazione dati Iva, o può essere inviata normalmente insieme alla dichiarazione dei redditi a settembre?

 

Risposta

L’agricoltore ha ben sei possibilità per dimostrare di essere agricoltore attivo (vedi TV n. 2/2016). Una di queste sei possibilità è il possesso della p. Iva. Se l’agricoltore possiede l’azienda in zona “non montana e non svantaggiata”, dal 2016, deve anche disporre della dichiarazione annuale Iva. La dichiarazione Iva presuppone la tenuta della contabilità Iva; pertanto, anche se l’agricoltore rientra nel regime di esonero, l’agricoltore deve rinunciare al regime di esonero, al fine di presentare la dichiarazione annuale Iva. La dichiarazione annuale Iva potrà essere presentata nei termini previsti dalla normativa fiscale, quindi anche a settembre; infatti Agea effettuerà i controlli dopo quella data.

La tenuta delle scritture contabili e i connessi adempimenti sono molto impegnativi per gli agricoltori, soprattutto se hanno un fatturato limitato. La normativa sulla Pac offre altre possibilità di essere “agricoltore attivo”, che evita la necessità della tenuta delle scritture contabili ai fini Iva. Ad es. l’agricoltore è “attivo” se l’importo dei pagamenti diretti dell’anno precedente è pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente. La quasi totalità degli agricoltori rientra in tale fattispecie e può dimostrare di essere “agricoltore attivo” anche senza p. Iva o dichiarazione annuale Iva.


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