Diabrotica, primi adulti in Veneto e Lombardia

I terreni più esposti sono quelli dove non il mais è in monocoltura e non sono stati effettuati trattamenti preventivi


www.terraevita.it

La fragilità economica del comparto mais si riflette sullo stato di salute della pianta. Così, con la discesa delle quotazioni, sono diminuiti i trattamenti di prevenzione, lasciando campo libero al proliferare della diabrotica.

A richiamare l’attenzione sul problema è Marco Speziali, presidente dei contoterzisti-agromeccanici di Confai Mantova. «I primi adulti – afferma – sono già comparsi in Lombardia e Veneto e la presenza è destinata ad aumentare nelle prossime settimane». La situazione, spiega, non può essere definita allarmante, ma non è neanche da sottovalutare: «non registriamo una diffusione capillare, anche perché di mais seminato, visti i prezzi, se n’è visto poco. Nell’areale mantovano possiamo stimare un 20% massimo di superficie coinvolta. Ci sono però zone, o peggio aziende, dove il fenomeno interessa l’intera area». Molto dipende dalla gestione dell’imprenditore: «I terreni più esposti sono quelli dove non è stata effettuata nè la rotazione delle colture nè i trattamenti preventivi. Il mix di questi due fattori è fatale e certo il clima mite non aiuta».

Che fare? «Purtroppo una volta che si verifica la presenza della diabrotica si può fare ben poco. L’unica strada è la prevenzione». I trattamenti, ricorda, hanno un effetto sanificatore per l’anno successivo e valgono l’investimento: «Il prezzo è basso, siamo sui 30-40 €/ha. Molti agricoltori si chiederanno: perché investire su una coltura che ha quotazioni così basse? Ne vale la pena perché magari il prossimo anno i prezzi saliranno e non avrò compromesso la possibilità di avere un prodotto sano».


Pubblica un commento