Come definire il prezzo del latte, lavori in corso

Sottoscritto un accordo tra le organizzazioni agricole e l’industria lattiera legare la quotazione a parametri di mercato oggettivi


latte

A Roma presso il Mipaaf è stato sottoscritto un accordo tra le organizzazioni agricole e l’industria lattiera per la definizione di un parametro di riferimento condiviso da utilizzare per l’indicizzazione del prezzo del latte. Le parti hanno stabilito di convocare entro metà settembre un Tavolo tecnico paritetico, creato ad hoc, che dovrà concludere i suoi lavori entro fine settembre.

Il Tavolo avrà il compito di individuare, con il supporto tecnico di Ismea, un indicatore sintetico che consenta di identificare in maniera oggettiva i prodotti, i mercati e gli input rappresentativi delle dinamiche del mercato lattiero che risultino idonei a ridurre al minimo la soggettività della scelta del prezzo del latte.

«Un passo avanti molto importante da parte della filiera – ha commentato il ministro Maurizio Martina – con un accordo che si attendeva da tempo. È rilevante che industria e organizzazioni agricole abbiano trovato una sintesi per lavorare insieme in un momento di mercato complesso. Questo accordo rafforza anche le azioni che il Governo sta mettendo in campo a tutela del reddito dei 35 mila allevatori italiani».

Deve ancora venire stabilito quali saranno i parametri “oggettivi” in relazione ai quali indicizzare il prezzo del latte. Comunque le prime indiscrezioni dicono che tra i dati “in input” non mancheranno i prezzi franco industria delle materie prime per la produzione dei mangimi, come cereali, farina di soia, eccetera. E per i dati “in output” l’indicizzazione del prezzo sarà legata ai prezzi franco caseificio dei prodotti lattiero caseari italiani dop e non dop, ai prezzi dei formaggi esteri non dop, al prezzo del latte alla stalla tedesco e francese; e inevitabilmente (cattiva notizia) al prezzo del latte in polvere, intero e scremato.


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