De Castro: «Vino e olio, primi successi. E la partita continua»

L’impegno in ComAgri al Parlamento europeo per sostenere l’agricoltura italiana


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L’agricoltura europea si conferma uno dei settori strategici per l’economia dell’Unione europea anche per le sempre nuove e importanti partite che riguardo a essa si giocano a Bruxelles.

Lo scorso febbraio i due dossier che nei mesi passati avevano sollevato accese polemiche e alimentato duri scontri tra le diverse posizioni hanno registrato dei progressi significati. Mi riferisco alle proposte avanzate dalla Commissione europea sulla liberalizzazione dell’uso del nome dei vitigni e sulla misura di sostegno alla Tunisia che prevedeva l’aumento del contingente a dazio zero importato in Ue.

 

La determinazione italiana mostrata a più livelli – istituzionali e di rappresentanza – sulla battaglia relativa ai vini identitari – ovvero Lambrusco, Barbera, Brachetto, Nebbiolo, Vermentino, Teroldego, Primitivo, Fiano, solo per citarne alcuni – ha portato i primi positivi risultati. Durante lo scambio di vedute con la Direzione Generale Agricoltura dell’esecutivo Ue ospitato lo scorso 23 febbraio in ComAgri al Parlamento europeo, il direttore generale Joost Korte ha dichiarato che proporrà al commissario per l’Agricoltura Ue Phil Hogan il ritiro dell’atto delegato sul vino.

Se questo dovesse avvenire, si tratterebbe di un importante successo per i nostri produttori, a conferma – come abbiamo sempre ribadito – che il mantenimento dello status quo per la tutela dei vini identitari è l’unica via da perseguire per sostenere un settore capace di mettere a valore qualità e territorio.

 

La proposta dell’esecutivo di incrementare i quantitativi di olio di oliva tunisino destinati all’Ue di 35mila tonnellate nel 2016 e altre 35mila nel 2017 (che si sommerebbero alle 56.700 attuali) è stata da subito oggetto di contestazioni sia per i rischi derivanti da possibili frodi da parte di produttori europei, sia perchè non rispondente alle forme di sostegno richiesteci dagli stessi tunisini. In Commissione Agricoltura siamo riusciti a far approvare alcuni emendamenti di compromesso che depotenziavano gli effetti della proposta della Commissione europea.

 

Due di questi emendamenti – esclusione di una proroga delle misure oltre il 2017 e introduzione dell’obbligo di tracciabilità del prodotto di origine tunisina – sono stati votati lo scorso 25 febbraio dal Parlamento europeo. Una modifica importante al testo iniziale che, di fatto, implica il rinvio del dossier al Consiglio: un passaggio ulteriore che ci offre la possibilità di inserire una importante modifica aggiuntiva relativa all’introduzione di licenze di importazione mensili al fine di evitare impatti sul mercato europeo dovuti a un’offerta eccessivamente concentrata in determinati periodi dell’anno.

Su questo punto ho caldeggiato l’intervento del governo italiano in seno al Consiglio Ue, scrivendo al ministro per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale Paolo Gentiloni affinché, grazie a questo correttivo, si arrivi a un quadro molto mitigato rispetto a quello della proposta iniziale che avrebbe sicuramente comportato dei rischi per i paesi produttori del Sud Europa.

 

Questi due casi mostrano con chiarezza come, nonostante l’efficacia delle politiche europee rivolte al settore agroalimentare, sia sempre necessario non abbassare la guardia e fare gioco di squadra per evitare che interessi particolari possano intaccare in qualche misura gli schemi di protezione e valorizzazione esistenti. Seguiremo con la massima attenzione l’evolversi di questi dossier, con la consapevolezza che il lavoro svolto fino ad ora ha dimostrato, per i nostri agricoltori, una grande forza e rappresentatività italiana in Europa.

 

di Paolo De Castro

Coordinatore S&D Commissione Agricoltura e sviluppo rurale Parlamento europeo

 www.terraevita.it@paolodecastro


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