De Castro: «Revisione Pac, bio e libero scambio: le sfide 2016»

Per il Parlamento europeo e, più in generale, per le istituzioni di Bruxelles impegnati su dossier di grande rilevanza per il settore agroalimentare


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Un anno di grandi sfide. Così possiamo definire il 2016 che vedrà il Parlamento europeo e, più in generale, le istituzioni di Bruxelles impegnati su dossier di grande rilevanza per il settore agroalimentare. L’eredità di Expo con una nuova e più diffusa consapevolezza della centralità del cibo, la necessità di calibrare sempre più azioni e politiche alla sostenibilità non solo ambientale ma anche sociale ed economica, l’esigenza (e, al contempo, naturale ambizione) di portare le nostre eccellenze nel mondo, garantendo a esse tutte le tutele. Sono sfide che guardano lontano, ma che dobbiamo vincere costruendo giorno dopo giorno azioni, regole e strumenti necessari.

 

Lo scenario globale attuale, notevolmente diverso rispetto a solo dieci anni fa, riconosce all’agricoltura un ruolo strategico e in continua evoluzione. Ed è proprio in virtù di questo ruolo e di questa dinamicità che le politiche a essa dedicate – come la politica agricola comune (Pac) – necessitano di un costante aggiornamento affinché possano essere realmente rispondenti alle esigenze degli agricoltori. Per questa ragione contiamo a breve di iniziare il lavoro di revisione di medio termine della Pac, correggendo le criticità emerse durante la prima fase di applicazione e intervenendo per semplificarne alcuni aspetti. Nei prossimi mesi, ci dedicheremo anche all’ottimizzazione delle misure di semplificazione Pac predisposte dall’esecutivo Ue che prevedono, tra le altre, la depenalizzazione di alcune infrazioni a fronte di una più equa e ponderata distribuzione delle sanzioni e l’introduzione del ‘cartellino giallo’, una sorta di ammonizione che evita proprio l’eccesso di penalizzazioni dell’agricoltore e snellisce le procedure di controllo.

 

Tra i temi di rilievo in agenda a Bruxelles, anche il nuovo regolamento sulla produzione e l’etichettatura di prodotti biologici, sul quale sono in corso i triloghi interistituzionali che dovrebbero portare a un accordo nei prossimi mesi. Su questo dossier importante è stato il ruolo della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo che ha lavorato per migliorare la posizione del Consiglio in relazione alle soglie dei pesticidi, sventando il tentativo tedesco di togliere qualsiasi riferimento alle soglie stesse. Il delicato tema della concorrenza sleale all’interno delle filiere è poi stato già oggetto di approfondimento in ComAgri e continueremo a studiare le best practice europee per dare vita a un sistema in grado di riconoscere valore in maniera più equilibrata ai diversi soggetti della catena.

 

Sul versante dei negoziati di libero scambio, siamo in attesa – nel mese di febbraio – del nuovo round negoziale del Ttip. Come in più occasioni ribadito, quello agroalimentare è un capitolo determinante per l’accordo e, dal fronte europeo, senza il riconoscimento delle Indicazioni Geografiche (IG) sarà molto difficile stringere un patto con gli Usa. Riteniamo che la tutela dei nostri prodotti vada di pari passo con la corretta informazione del consumatore oltreoceano e un sistema di etichettatura trasparente che restituisca in maniera immediata all’acquirente la reale provenienza di un alimento o di una bevanda senza formule o immagini evocative, potrebbe essere la via più efficace da percorrere.

L’augurio, certamente ambizioso, è quello di compiere significativi passi in avanti nelle trattative sul capitolo agroalimentare proprio nel 2016, anno che vedrà anche il proseguimento e l’inizio di altri negoziati per accordi di libero scambio con importanti economie mondiali quali Messico, Colombia, Mercosur, Giappone e Cina.

Paolo De Castro

Coordinatore S&D Commissione Agricoltura e sviluppo rurale Parlamento europeo

www.terraevita.it@paolodecastro


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