De Castro: «Omnibus, la semplificazione diventa realtà»

La proposta approvata a inizio maggio in Commissione agricoltura si articola su tre elementi fondamentali: semplificazione delle procedure, bilanciamento delle relazioni di filiera e rafforzamento degli strumenti di gestione dei rischi


omnibus

Nell’ambito della revisione di metà percorso del bilancio pluriennale dell’Ue, il Parlamento ha voluto approfittare dell’occasione fornita dal cosiddetto regolamento Omnibus per cercare di risolvere le principali problematiche che gli agricoltori europei hanno riscontrato nei primi anni di applicazione della nuova Pac. La proposta approvata a inizio maggio in Commissione agricoltura si articola su tre elementi fondamentali: semplificazione delle procedure, bilanciamento delle relazioni di filiera e rafforzamento degli strumenti di gestione dei rischi. Così come votata, la parte agricola del regolamento si integrerà con il resto per essere approvata in Commissione bilancio a fine mese e arrivare al voto in Plenaria a giugno per avviare i triloghi fra Parlamento, Commissione e Consiglio entro settembre.

Per quanto riguarda le misure proposte, il Parlamento ha voluto valorizzare sempre più il ruolo dei giovani in agricoltura, con la possibilità di accedere al premio di insediamento anche se già lavorano come agricoltori in un’azienda agricola in qualità di capo dell’azienda, a patto che non abbiano beneficiato del sostegno specifico per i giovani agricoltori nel quadro dei periodi di programmazione 2006-2013 o nell’attuale 2014-2020. Inoltre, si propone di fissare in un anno dalla presentazione del piano aziendale il limite temporale per la ricezione degli aiuti da parte del giovane.

Per quanto riguarda la gestione dei rischi si vuole fornire agli agricoltori la possibilità di accedere più agevolmente a strumenti di copertura.
È stato quindi proposto di rendere più accessibili le tradizionali assicurazioni contro le avversità atmosferiche, ma anche di incentivare maggiormente il ricorso al cosiddetto strumento di stabilizzazione dei redditi, introdotto con la riforma del 2013. La Commissione propone di prevedere fondi settoriali per lo Strumento IST (Income stabilization tool), per i quali è prevista una riduzione della soglia che fa scattare la possibilità di accesso allo strumento dall’attuale 30 al 20% delle perdita di reddito. L’Europarlamento estende questa soglia a tutti gli strumenti di gestione del rischio, come le polizze assicurative agevolate o i fondi mutualistici contro i danni naturali.

Nella bozza della Commissione si faceva essenzialmente retromarcia sull’agricoltore attivo, eliminando l’obbligo di definizione a livello Ue.
Il Parlamento ha ribadito la necessità della certezza dei beneficiari: pur comprendendo le difficoltà applicative riscontrate in alcuni Stati membri riteniamo che la trasparenza e la corretta destinazione delle risorse debba essere alla base di un patto tra agricoltori e cittadini sostenibile nel tempo.

La parola d’ordine della modifica di metà percorso è sempre stata semplificazione. In particolare nell’applicazione delle misure del greening, poco efficaci e di difficile applicazione soprattutto in Italia. Abbiamo cercato di rendere le cose più semplici tanto nell’applicazione per gli agricoltori quanto nei controlli, per le amministrazioni pubbliche.
Infine sulla scorta del lavoro svolto dalla “task force” sugli squilibri di potere lungo le filiere presieduto dall’ex ministro olandese Cees Veerman, la Commissione agricoltura del Parlamento ha avanzato una serie di proposte per rafforzare l’agricoltura organizzata nei confronti delle altre parti della filiera.

Sulla scorta della proposta della Commissione europea si danno maggiori prerogative alle organizzazioni di produttori (in particolare su attività di formazione), ma anche prevedendo una nuova forma organizzativa, le organizzazioni di contrattazione (bargaining organizations), che hanno il solo scopo di aggregare gli agricoltori per negoziare contratti. Una formula diversa dalle OP, anche perché le bargaining organizations non avranno accesso a fondi, il che consente di irrobustire il potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle fasi a valle.

 

di Paolo De Castro

Coordinatore S&D

Commissione Agricoltura e sviluppo rurale Parlamento europeo

 www.terraevita.it@paolodecastro


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