Crisi del frumento, il Mipaaf convoca tavolo di filiera

Il 20 luglio a Roma un confronto sull’andamento del mercato nazionale e sulle prospettive di breve e medio periodo


frumento

l Mipaaf ha convocato d’urgenza per il 20 luglio a Roma il tavolo nazionale della filiera cerealicola. L’incontro è stato indetto per un confronto sull’andamento del mercato nazionale e sulle prospettive di breve e medio periodo. E per condividere nuove azioni di contrasto alla crisi del settore. Parteciperanno i rappresentanti delle Regioni, delle organizzazioni agricole, di imprese di trasformazione, della commercializzazione e dell’industria mangimistica.
«Abbiamo convocato il tavolo di filiera per i cereali – ha commentato il ministro Maurizio Martina – per individuare strumenti operativi per superare le attuali difficoltà. Siamo impegnati da tempo sul settore, anche attraverso la cabina di regia grano pasta, ma serve una nuova fase, tenuto conto anche del calo dei prezzi di queste settimane. La nostra priorità resta la tutela del reddito dei produttori e l’obiettivo è quello di stimolare la produzione di qualità in modo che i nostri trasformatori possano approvvigionarsi sempre di più di grano 100% italiano».
«Non è vero – ha affermato il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna Gianni Tosi – che la qualità italiana è inferiore a quella estera. I campioni di grano 2016 evidenziano addirittura il contrario, tanto è che alla Borsa merci di Bologna le voci del listino sono state adeguate all’alto standard proteico registrato sul territorio. Abbiamo siglato convenzioni con vari laboratori regionali per aiutare gli agricoltori a espletare le opportune analisi, nell’intento di far valere sul mercato le caratteristiche qualitative del proprio prodotto».
Le criticità del settore erano già state sottolineate un mese fa a Bologna proprio da Confagricoltura, in occasione degli Stati generali del frumento, organizzati in collaborazione con Terra e Vita – Edagricole.
Patrizia Marcellini, dell’Alleanza delle Cooperative, ha sottolineato la necessità di «istituire un nuovo Piano cerealicolo nazionale e di ottenere dal Mipaaf un maggiore appoggio agli accordi di filiera tra produzione e industria».


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