Crea-Ing, l’ingegneria agraria al servizio della filiera

La sperimentazione sulla meccanizzazione allarga i suoi orizzonti


Crea-Ing

Da tecnologia applicata esclusivamente nei settori agricolo, zootecnico e forestale, o al limite nel post-raccolta, a tecnologia che coinvolge l’intero processo “dal campo allo scaffale”. Così l’ultima riforma del Crea ha previsto l’inserimento dell’ingegneria agraria all’interno di un contenitore più grande che prenderà il nome di Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari (IT).

«È d’obbligo un’importante premessa – chiarisce subito Paolo Menesatti, direttore del Crea-Ing di Monterotondo (Roma) e del laboratorio di Treviglio (Bg) –: l’ingegneria agraria è un macro-insieme in cui rientra anche la meccanica agraria. Meccanica agraria che mantiene un’importanza rilevante, se si pensa che l’Italia è al secondo posto in Europa dopo la Germania come industria delle macchine agricole».

L’attuale Crea-Ing nasce, nel 1920, come Istituto Sperimentale di Meccanizzazione Agricola (Isma), quindi parte con le macchine e il loro utilizzo in campo, per poi diventare, nel 1999, Unità di Ricerca per l’Ingegneria Agraria, estendendo cioè la sua parte di competenza all’ingegneria agraria. Quest’ultima coinvolge tutta la declinazione ingegneristica in campo agrario, zootecnico e forestale, comprese le tecnologie per le agroenergie, la chimica verde, l’ergonomia e la cosidetta agricoltura digitale, nuova frontiera in continua espansione. La riforma di oggi, infine, come detto prima, ha previsto la nascita del centro Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari (IT). «Tutto quello che diventa trasformazione agroalimentare ha una forte richiesta ingegneristica – spiega Menesatti – dalle macchine per la trasformazione a tutti i sistemi che seguono il post-raccolta. Del resto l’Italia è molto forte anche come produttore di macchine per la trasformazione dei prodotti agricoli. Insomma, in maniera a mio avviso intelligente, si sta cercando di plasmare un sistema unico che comprenda ingegneria e trasformazioni agroalimentari».

 

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