Così l’agricoltore attivo evita la tenuta della contabilità Iva

Il problema sorge dalla definizione di “agricoltore attivo”


agricoltore attivo

Domanda

In merito alla qualifica di “agricoltore attivo” vorrei porre un quesito.

Un agricoltore con p. Iva che ha ottenuto un titolo complessivo pari a € 2.000, quindi superiore ai fatidici € 1.250, ma che nell’anno solare ha esclusivamente un reddito agricolo (in seguito alla vendita dei prodotti agricoli) pari a € 3.000, perchè deve essere obbligato a presentare dichiarazione Irap e Iva?

Visto che la Camera di Commercio impone l’iscrizione solo alle aziende che superano i € 7.000, non è un controsenso? Inoltre la dichiarazione 2016 dovrebbe essere fatta con i redditi del 2015, ma se la circolare è uscita a marzo, si può fare un’iscrizione retroattiva alla Camera di commercio? E le autofatture già emesse che fine fanno?

Ho bisogno di chiarezza, perchè davvero non ci capisco più nulla!

Risposta

Il lettore ha ragione quando dice di “non capirci più nulla”.

Le norme nazionali sull’agricoltore attivo sono il frutto di un cervellotico compromesso tra Ministro, Assessori regionali e organizzazioni agricole, che ha prodotto una definizione di “agricoltore attivo” contorta, complicata e, complessivamente, inutile.

Di fatto, gli esclusi sono pochissimi (o quasi nessuno), ad eccezione degli Enti pubblici che ricadono nella black list. Alla fine, la norma non escluderà quasi nessun agricoltore, ma ha complicato la vita a tutti (Caa, Agea, agricoltori).

Ma torniamo al quesito.

Il lettore dichiara di avere una p. Iva attiva in campo agricolo, aperta prima del 1° agosto 2014, quindi è “agricoltore attivo” nel 2015.

Ma il problema sorge nella definizione di “agricoltore attivo” nel 2016. Infatti, nel 2016, il lettore deve possedere 2 requisiti:

–   la p. Iva aperta prima del 1° agosto 2014;

–   la dichiarazione annuale dell’Iva, che implica la tenuta della contabilità Iva nel 2015 e l’iscrizione alla Camera di Commercio.

Per rispettare il requisito di “agricoltore attivo”, ai fini della Pac, il lettore deve rinunciare al regime di esonero, anche se la normativa fiscale prevede diversamente.

C’è un modo di evitare la tenuta della contabilità Iva nel 2015 e l’iscrizione alla Camera di Commercio? Sì.

Ma per rispondere a questa domanda, occorre richiamare le sei fattispecie con cui l’agricoltore può dimostrare di essere “attivo”:

  1. agricoltore sotto un certa soglia di pagamenti diretti nell’anno precedente (€ 5.000 per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; € 1.250 nelle altre zone);
  2. iscrizione all’Inps, in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (Iap) o colono o mezzadro……

 

Leggi la risposta completa di Angelo Frascarelli su Terra e Vita 47/2015 L’Edicola di Terra e Vita


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