Contenere la deriva dei fitofarmaci con beneficio di tutti

Sostenibilità. In Val di Non tecnici e produttori a confronto su pratiche, mezzi e strategie


deriva

In Trentino, e particolarmente in Valle di Non dove i frutteti vengono piantati spesso fino a ridosso delle case d’abitazione, ma anche di edifici pubblici e di strade, il problema della deriva è particolarmente sentito ed ha fatto scattare il meccanismo dei comitati civici contrari ai trattamenti fitosanitari.

Per questo era urgente che il tema fosse adeguatamente approfondito da parte dei tecnici direttamente ai frutticoltori.

È questo quanto è stato fatto in occasione della tradizionale giornata della frutticoltura della Valle di Non, che si è tenuta a Cles il 24 febbraio scorso, dove sono state date molte utili indicazioni pratiche.

Si tratta di un evento che da molti anni si tiene nella capitale della melicoltura trentina durante il periodo invernale a cura dei tecnici della Fem (Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige). Alcune novità importanti sono state presentate da un gruppo di tecnici del Centro di trasferimento tecnologico della Fem: Daniel Bondesan, Claudio Rizzi e Maurizio Chini, queste riguardano le principali misure di mitigazione della deriva previste dalla recente Delibera provinciale (n. 9/2016) che ha adottato alcune delle azioni previste dal Pan (Piano d’azione nazionale per gli usi sostenibili) per conseguire un uso più sostenibile dei prodotti fitosanitari.

 

Barriere naturali e non

«Si parte – ha ricordato Bondesan -, con una serie di suggerimenti sulle caratteristiche che devono avere le siepi e le barriere artificiali per garantire un adeguato grado di mitigazione della deriva». Queste, secondo le indicazioni del tecnico le specifiche: altezza almeno pari a 3 m e continua copertura fitta su tutta l’altezza.

Nel caso delle siepi preferire specie autoctone già adattate alle condizioni ambientali in cui vengono impiegate e più adatte al contesto agrario (es. carpino bianco, acero campestre, sanguinello), possibilmente sempreverdi o con foglia persistente anche nelle prime fasi (es. ligustro), resistenti al freddo. Importante prevedere un sistema di irrigazione ed una costante manutenzione (potatura) fin dalle prime fasi d’impianto della siepe. Evitare specie soggette a colpo di fuoco batterico (rosacee in genere).

Piante non autoctone (cupressacee, tuje, alloro, ecc.) sono ammesse, ma secondo Bondesan sono più adatte ad un contesto di verde privato. Laddove non sussiste la sostenibilità tecnica/economica/ambientale, anche il Pan, in merito all’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, prevede che possono essere utilizzate barriere artificiali realizzate, ad esempio, con reti di materia plastica, che nelle prove allestite dai tecnici della Fondazione Mach hanno conseguito un’ottima efficacia anti-deriva (si veda nelle foto).

Atomizzatori a getto mirato

Altro aspetto che ha dimostrato concretamente di avere dei vantaggi funzionali è quello dell’uso degli atomizzatori a getto mirato, dotati di accorgimenti tecnico-costruttivi che permettono di ridurre la deriva, quali l’uso dei dispositivi di esclusione del flusso d’aria, dei deflettori orientabili, degli ugelli anti-deriva ad inclusione d’aria. «Questi ultimi – spiega Bondesan – devono essere impiegati con volumi di distribuzione indicativamente superiori ai 400 l/ha, ma, un aspetto molto importante è quello che devono essere puliti accuratamente ad ogni impiego per evitarne l’intasamento e devono essere dotati di filtri adeguati in funzione del foro calibrato che ne determina la portata».

A supporto di quanto illustrato i tecnici Bondesan, Rizzi e Chini, hanno presentato i dati di alcune specifiche esperienze sui mezzi ed i metodi di riduzione della deriva, fra cui i sistemi per l’esclusione laterale del flusso d’aria accoppiati ad ugelli antideriva, lance per trattamenti manuali da utilizzare in prossimità delle abitazioni, impiego di reti plastiche a bordo campo.

Emerge che una rete del tipo di quelle fitte antipioggia dell’altezza di tre metri contro ogni forma di deriva, effettuando il trattamento in condizioni adeguate, ossia in assenza di vento, dà ottimi risultati anche senza l’uso di atomizzatori con particolari dispositivi anti-deriva che sono applicati alle generazioni più moderne degli atomizzatori. Inoltre dai dati sperimentali è emerso che utilizzando i dispositivi di riduzione della deriva e direzionando opportunamente il trattamento verso la coltura la deriva è già così molto ridotta, ma adottando più mezzi è possibile annullare quasi completamente il rischio che il fitofarmaco finisca fuori dall’area trattata.

 

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