Consumi di ortofrutta bio, balzo in avanti del 28%

Nell’ultimo anno raggiungendo i 147 milioni di € nella sola gdo. Sono i dati della ricerca Nomisma presentata oggi a Macfrut bio


balzo

Cresce a due cifre il consumo di ortofrutta biologica. Secondo i dati Nielsen, infatti, le vendite in Italia sono salite del 28% rispetto all’anno precedente (a fronte di un +9% delle vendite di ortofrutta in generale) e hanno raggiunto 147 milioni di € nella sola gdo. Un balzo in avanti determinato anche dal fatto che l’ortofrutta fresca bio ha da sempre un ruolo determinante nelle vendite di prodotti biologici (pesa per l’11% sulle vendite bio nella gdo) e ha ulteriori potenzialità di mercato (le vendite bio pesano per il 4,4% sul totale delle vendite di ortofrutta), visto il crescente interesse del consumatore.

Sono questi i dati emersi dall’analisi di Nomisma presentata a Macfrut bio – sezione speciale della fiera internazionale dell’ortofrutta dedicata per la prima volta alla produzione naturale – con il patrocinio di Ccpb, ente di certificazione e controllo di prodotti biologici. I risultati della Survey Nomisma-Macfrut bio, mostrano che il 60% delle famiglie italiane ha acquistato frutta e verdura a marchio biologico in almeno un’occasione nel 2016 (63% la consumer base per la frutta fresca bio, 62% per verdure e ortaggi freschi, 32% verdura IV gamma e 5% frutta IV gamma). L’ortofrutta fresca bio è la categoria con il maggiore numero di famiglie acquirenti, superando molti prodotti di largo consumo bio (tra gli altri: olio extra-vergine d’oliva – 52%), uova – 50% e yogurt – 42%).

Tra i fattori che spingono in alto l’interesse verso il bio vi sono reddito e istruzione: a maggior capacità di spesa e titolo di studio più elevato del responsabile acquisti della famiglia si associano a tassi di penetrazione più elevati (ad esempio tra chi ha redditi medio-alti la quota di user di ortofrutta fresca bio arriva al 66% contro il 53% di chi ha redditi medio-bassi).

Anche la classe di età è una chiave di lettura: tra i responsabili degli acquisti della famiglia di età compresa tra 30 e 44 anni la quota di acquirenti è più elevata (65% contro 51% deli over 55).

L’interesse per l’ortofrutta fresca bio è più forte anche in funzione degli stili alimentari: nei nuclei dove sono presenti componenti che, per scelta o necessità, pongono grande attenzione alla dieta la propensione all’acquisto del biologico è più marcata (il ricorso al bio sale all’84% nei vegetariani e nell’83% tra i vegani, tra chi segue la dieta macrobiotica la quota è superiore al 90%).

Anche nei nuclei con figli di età inferiore a 12 anni l’interesse per l’ortofrutta fresca bio è più alto: le famiglie acquirenti in questo segmento sale al 72% acquista ortofrutta bio contro il 56% delle famiglie senza figli conviventi o con figli già adolescenti.

Sempre secondo Nomisma, tra i consumatori il 64% è frequent user, mangia frutta e verdura ogni giorno o quasi (28%) o almeno una volta a settimana (36%), selezionandola soprattutto in base alla stagionalità (30% indica questo fattore come principale tra i criteri di scelta dell’ortofrutta bio) e all’origine italiana (28%).

Due le leve principali che indicono a preferire l’ortofrutta biologica: innanzitutto la maggior sicurezza per la salute (1 acquirente su 4 indica tale fattore come prioritario). Ma i valori percepiti associati al biologico non si limitano alle esternalità positive per il consumatore: il 22% associa infatti nel rispetto dell’ambiente la principale motivazione che porta a scegliere l’ortofrutta biologica. La disponibilità dell’ortofrutta bio nei supermercati abitualmente frequentati è certamente un altro fattore che favorisce l’acquisto (il 16% segnala l’accessibilità come motivazione più importante).

E il successo dell’ortofrutta bio arriva dal riconoscimento attribuito dal consumatore in termini di qualità: il 63% degli acquirenti ritiene che l’ortofrutta fresca biologica abbia caratteristiche organolettiche superiori a quella convenzionale.

 


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