Confusione sessuale, meno danni e meno residui

Sempre maggiore la diffusione di questa tecnica contro tignoletta


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Le tignole rappresentano, di norma, le principali avversità animali della vite. Si tratta di un gruppo di insetti composto da tre specie appartenenti all’ordine entomologico dei Lepidotteri, ovvero insetti la cui forma adulta è rappresentata da una farfalla: Lobesia botrana (tignoletta della vite), Clysia (=Eupoecilia) ambiguella, Argyrotaenia pulchellana (Eulia).

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L’attività della tignoletta apre la via allo sviluppo di malattie fungine.

Lobesia botrana (tignoletta della vite) è la specie più importante; si tratta di un fitofago di ampia diffusione in tutta l’Europa meridionale, dove manifesta più intensamente la sua pericolosità, tanto da essere considerata l’avversità chiave per la vite, contro cui è imprescindibile intervenire.

In considerazione delle diverse pericolosità delle tre generazioni, in cui si articola lo sviluppo del fitofago, la strategia di difesa è stata oggetto negli anni di un ampio ed ancora irrisolto dibattito circa la necessità di intervenire contro tutte le generazioni oppure se ci si potesse concentrare principalmente sulla seconda.

 

Le generazioni pericolose

È chiaro che la seconda e la terza generazione, che si sviluppano direttamente sugli acini, sono responsabili dei danni maggiori.

La seconda generazione risulta la più dannosa per i vitigni a maturazione precoce, mentre la terza è senz’altro la più critica per i vitigni a maturazione tardiva.

La difesa integrata distingue due condizioni operative:

–   vigneti solitamente infestati dalla tignoletta;

–   vigneti solitamente non infestati.

I rilievi in campo devono cominciare……..

 

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