Condifesa a fianco degli agricoltori. Ma il tempo stringe

Il Consorzio di Ravenna: «è arrivato il momento che le aziende agricole ricevano il contributo 2015 e 2016, senza ingiuste decurtazioni». E il presidente di Asnacodi Albano Agabiti: «lavoriamo per cercare da qui a fine anno di riallineare i pagamenti»


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«La preoccupazione per la situazione generata dal Pai (Piano assicurativo individuale) è alta e la tensione e l’insofferenza fra gli agricoltori anche» si legge in un comunicato del Condifesa Ravenna. Il presidente Stefano Francia, infatti, definisce il Pai «croce del sistema assicurativo» evidenziando come sia «arrivato il momento che le aziende agricole ricevano il contributo 2015 e 2016, senza ingiuste decurtazioni. Non c’è più tempo. Le aziende, e le banche, non devono perdere fiducia nel sistema che ha per scopo la difesa delle produzioni agricole e zootecniche e delle strutture aziendali dei soci. È il momento di cambiare una volta per tutte il metodo di calcolo delle rese, affinchè le aziende possano assicurare realmente il proprio potenziale produttivo. È indegno che le istituzioni prendano l’impegno di liquidare i contributi e poi non procedano – aggiunge ancora Francia -. Il consorzio, finchè sarà possibile, manterrà l’esposizione bancaria, ma è un costo pesante che si riversa sui soci, generato esclusivamente da un meccanismo burocratico che ha dell’inverosimile». «Le organizzazioni  professionali di rappresentanza del settore agricolo della provincia di Ravenna condividono il percorso di Condifesa e concordano sulla preoccupazione del problema Pai» sottolinea il Condifesa Ravenna, per il quale «l’acquisto collettivo delle polizze assicurative è un’ulteriore tutela del reddito delle imprese agricole. Diversamente il rischio per i singoli agricoltori, con i cambiamenti climatici sempre più frequenti, sarebbe di ritrovarsi anche dinanzi a premi crescenti».

«Il rapporto di fiducia che i Consorzi di difesa hanno costruito con gli istituti di credito ha permesso fino ad oggi di anticipare i fondi europei a disposizione degli agricoltori – ha sottolineato il presidente di Asnacodi Albano Agabiti. Che ha aggiunto: «lavoriamo per cercare da qui a fine anno di riallineare i pagamenti. E poi, ancora, a livello europeo col “decreto omnibus” si sta lavorando per portare dal 30 al 20% la soglia minima di accesso al risarcimento e vorremmo inserire stabilmente come possibilità la polizza sui ricavi. Per il futuro, nella nuova Pac, un’innovazione potrebbe essere realizzare un fondo mutualistico per un’ulteriore tutela di un settore che, per sua natura, è più esposto di altri ai cambiamenti climatici. Continueremo a lavorare, come abbiamo fatto, a testa bassa, continueremo a lottare per la tutela delle nostre 100mila aziende, per contrastare la burocrazia che, quando è fine a sé stessa, è offensiva, avvelena il clima ed è inutilmente dispendiosa in termini di risorse umane ed economiche».


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